13 agosto 2006

Diario da Berlino 2 - L'incontro

Al di là degli amici italiani, delle belle ragazze tedesche, dei camerieri turchi ed omosessuali, l'incontro più indimenticabile di Berlino è stato quello con Vincenzo il mazzarese.
Io e Dario passavamo alle spalle del Bundesrat e notiamo un poster del celebre satiro danzante di Mazara del Vallo ai piedi di una pila di cartoline berlinesi. Affianco, una specie di sosia di Danny De Vito mette ordine alla sua piccola ma strapiena bancarella. Ci sente parlare del satiro, in siciliano, e subito ci fa: "Ehi picciotti! Trapanisi siete?!".
E' nata un'indimenticabile chiacchierata di venti minuti buoni con questo sopravvissuto della Storia che ci raccontava della sua vita a Mazzara del Vallo, della sua fuga in Germania, dei suoi business più o meno legali (sopratutto meno), della sua abilità di vendere cartoline della Sicilia ai giapponesi a Berlino e della sua vita sessuale (!). L'ultima cosa che ci ha confidato, disperato, era si era dimenticato di chiedere ad un suo anziano ma "sessualmente attivo" cliente quante uova erano necessarie per un miracoloso intruglio allo zabaglione che avrebbe rinvigorito il suo desiderio sessuale.

10 agosto 2006

Diario da Berlino 1 - Cose indimenticabili

In ordine rigorosamente casuale:

- Lo sportivo vespasiano della nostra kneipen (=locanda/pub) di fiducia, la "Dicke Wirtin":



- Le bionde. L'80% delle volte di forma peroidale, per la dieta vergognosa che fanno, ma sempre belle da vedere.

- L'autentico costume di Darth Vader esposto al museo del cinema:



- La saporitissima birrozza a meno di tre € per mezzo litro!

- L'imponente monumento alla letteratura a Bebelplatz, dove avvenne il famigerato rogo dei libri da parte dei nazisti nel 1933:



- Quella splendida moretta al Pergamon Museum che disegnava le statue classiche e mi ha beccato mentre la filmavo.

- La splendida compagnia di Vincenzo e Sveva.

- La risata di Dario in faccia al cameriere dello "Zeitlos" dal sorriso ebete.

- Le tracce di simpatici italiani disseminate sui resti del Muro, tra cui il ben noto sempiterno motto di gioiosa sensualità riprodotto nella foto qui sotto:



- Il Currywurst di Prenzlauer Berg!

- La metropolitana più tranquilla del mondo.

- La monumentale porta di Babilonia, al Pergamo.

- L'Orango dello zoo che guardava i visitatori come se fossero loro dentro una gabbia.

- Il mio primo ed ultimo cappuccino della mia vita da Starbucks. Bleah. A cosa non porta la sete di caffeina.

31 luglio 2006

Marco Rizzo goes to Berlin



Domani parto per Berlino. Finalmente mi prendo una vacanza, dopo un anno massacrante ma pieno di soddisfazioni. E dopo 4 anni che non vado all'estero. Insomma, mi faccio un bel regalo.
Vado in una città che mi affascina molto e che è una meta insolita, sia perchè non sputtanata come Praga o Barcellona, sia perchè non di mare (tanto il mare ce l'ho a 10 minuti da casa tutto l'anno). E poi amo molto la Germania, la sua cucina e la sua cultura, sono stato tre volte a sud ma la parte nord la sconosco completamente.
Parto col compare Savalli, e sarò munito di fotocamera, videocamera, block-notes e matita. Aspettatevi un resoconto, quindi.
So long!

29 luglio 2006

Variabili impazzite



Adesso scriverò qualcosa di molto impopolare. Si, perchè ci sono determinati argomenti, il più delle volte legati a doppio filo con temi come la religione o il razzismo, che il politically correct ci ha imposto di non trattare o al più di parlarne con i prosciutti sugli occhi. Poi, certo, c'è il politically uncorrect gratuito, quello delle bestemmie buttate lì solo per fare rumore, quello delle prese di posizione "alternative alla massa" giusto per farsi notare.

Spero non vi dia questa sensazione, se dico che le tensioni in medio oriente sono tutte quasi sempre riconducibili ad una variabile impazzita: Israele. Israele è fuori posto, lì, per come è stata concepita: ritagliare spazio fisico ad altri, cacciandoli dalle proprie case e terreni, imponendo la convivenza forzata. Una scelta che ha sempre portato a tensioni e guerre civili, quando i confini sono stabiliti in suntuose sale riunioni a migliaia di chilometri di distanza. Tra paesi a maggioranza musulmana e perlopiù poveri, la vera variabile impazzita è quindi, a mio modestissimo parere, la presenza di uno "stato" costruito ad hoc da una risoluzione Onu e dalle pressioni di Inghilterra e Stati Uniti che si trova ad avere un enorme potere economico e finanziario che va oltre i suoi confini. E di conseguenza, le mire espansionistiche che un tempo non erano mancate (guerra del kippur, guerra dei sei giorni, etc), aspettano adesso solo la minima provocazione per rimettersi in moto. Prendiamo il conflitto con il Libano in corso: è come se un tizio che conosco viene a darti uno schiaffetto e tu per ripicca mi dai un calcio nelle palle.
E in tutto ciò la diplomazia si limita a due-tre giorni di minacce e a volantini che invitano la gente ad uscire da casa (un libanese su 5, oggi, non ha più una casa... e almeno per la legge dei grandi numeri non possono essere tutti terroristi).
Finchè Israele resterà ad un livello di potenza economica e militare tanto superiore ai paesi che la circondano, non potrà esserci pace lì. Perchè con tutte le buone intenzioni, con tutte le risoluzioni, con tutte le pressioni internazionali, chi combatte i lanciatori di sassi con i missili, è sempre un passo avanti. Basti pensare che mentre "i grandi della terra" parlavano di tregua e pace, a Roma, dall'Inghilterra partiva un rifornimento di missili comprato dall'esercito Israeliano.

E dico tutto ciò da persona cresciuta in un ambiente aperto alla tolleranza, in una cultura innanzitutto antifascista e partigiana, e rispettosa anche delle origini ebraiche della mia famiglia. E (scontato pure dirlo) mi rendo conto del terrore costante in cui vivono gli isrealiani ed ebrei nel mondo. Ma questo genere di prepotenze dà solo spago ai terroristi.

E veniamo a noi, a questa bella Italietta. Una maggioranza di sinistra la cui variabile impazzita sono i democristiani (ne ex, ne post, democristiani duri e puri) che il maledetto bipolarismo (e l'ancora pù maledetta ricerca dell'elettorato moderato) ci impone di tenerci dentro. Gli stessi democristiani che propongono indulti per i reati finanziari, gli stessi reati che hanno rovinato l'Italia negli ultimi anni, da Tangentopoli agli scandali dei grossi gruppi industriali ed edilizi. Però, magari qualche ex-democristiano lì in mezzo c'è, ed è meglio tirarlo fuori dai guai. Vuoi o non vuoi che un domani lo si debba candidare, in consiglio comunale o al senato?

Non avrei mai pensato di rimpiangere Berlusconi. Almeno mi sarei lamentato con qualcuno che sentivo di detestare completamente politicamente, adesso quasi mi mordo la lingua.

26 luglio 2006

Addio, Gino e Carmelo

Una precie per Gino e Carmelo: ieri c'era la mia festa di laurea e anche loro, gli ultimi due neuroni rimastimi, si sono spenti dopo lunga agonia per annegamento nella tequila.
Addio, mi mancherete.