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20 dicembre 2010

Il duro lavoro della comparsa in un fumetto DC Comics



Riccardo Corbò e Gennaro Costanzo qualche tempo fa mi hanno segnalato un vergognoso sfruttamento non autorizzato della mia immagine su Superman #703, tra l'altro terzo capitolo della controversa (per usare un eufemismo) saga di J. M. Straczynski sull'Uomo d'acciaio. Dopo essere stato comparsa più o meno consapevole per la Marvel e la Beccogiallo, a sorpresa mi ritrovo al lavoro per la Distinta Concorrenza!



(ovviamente, almeno in questo caso visto che non conosco il disegnatore, è un sosia. O al più uno stunt-man)

15 febbraio 2010

Vox populi vox dei



Pochi minuti fa si è chiuso il Comicus Prize. Si tratta di un premio indetto sul forum di Comicus, sempre in maniera molto giocosa e divertita, le cui nomination vengono fornite dagli utenti stessi. Nelle varie categorie, su autori o fumetti o case editrici, chi raggiunge una certa soglia di nomination passa alla "seconda fase" con dei poll diretti. Peppino Impastato è stato candidato nella categoria miglior graphic novel. Mi permetto di ringraziare gli utenti che ci hanno permesso di arrivare in finale e chi ci hanno fatto arrivare secondi dopo il fan-favourite Don Zaucker. Come avrete visto, a differenza di altri non ho invitato nessuno a votarci, né qui né su Facebook o per telefono o segnali di fumo, perché un voto popolare espressione di una community, a mio parere, è tanto più sincero e apprezzabile se non riceve "spinte" di sorta. Ma magari sbaglio, e non ci vedo comunque niente di male a chiedere il supporto dei propri fan (basta che non si bari, ovviamente!). Mi spiace che le solite polemiche non abbiano tenuto conto dell'onestà intellettuale di chi ha votato per noi, che magari ha sinceramente apprezzato l'opera in quanto tale e non per "dovere morale", o perché io sono il fondatore e responsabile legale di Comicus (e qui non so sinceramente cosa ne guadagnerebbe un utente - sempre che sappia questa cosa e dunque come la presenza di quel fumetto possa viziare la categoria intera). Non capisco perché queste nomination e questi voti non dovrebbero essere presi sul serio, e rispettati, da chi vuole dare lezioni di etica (che poi nei fatti, nei modi e nei metodi di etico ci sia ben poco è evidente). Ma soprattutto il chiacchiericcio ha mancato di rispetto non solo verso il sottoscritto (...e vabbe') ma specialmente verso Lelio, Lirio, Francesco, Stefania, Salvo, i ragazzi di Beccogiallo e tutti coloro che hanno collaborato con dedizione e passione alla realizzazione del fumetto. E ovviamente mi fa sempre incazzare quando il nome di Peppino viene tirato in ballo in polemiche di questo tipo, specie se a nome di un'anti-antimafia che alla mafiosità - come ho detto di recente in un'altra occasione - fa solo bene. Solo per questo mi concedo, contravvenendo alla mia regola di non dare spago al chiacchiericcio, di scrivere queste poche righe qui, a casa mia: per onorare e ringraziare i miei colleghi e sopratutto i nostri lettori.

Nota a margine: Nulla da dire su presunti "brogli". Le spiegazioni tecniche le trovate sul forum di Comicus, per voce di persone oneste, competenti e fidate, e credo le capisca anche chi è rimasto fermo a MS-dos. Putroppo è sempre facile nonché tipico del nostro paesazzo dare la colpa agli altri, e magari gridare al complotto, per spiegare i propri insuccessi.

28 gennaio 2010

Lost in life

In una settimana fantascientifica, stracarico per scadenze vecchie e nuove, oberato da impegni che non riesco a rimandare, afflitto da questioni personali, entusiasta per stravolgimenti professionali, non ho tempo per aggiornare il blog, ma mi appunto il countdown alla sesta ed ultima stagione di Lost con questa ADORABILE immagine promozionale (che viene da una lunga tradizione).



(click to zoom)

9 gennaio 2010

Ritratti



Qualche mese fa vi segnalavo questo sito. Dello stesso inquietante tenore è Awkward Family Photos, raccolta di foto scattate da famiglie americane più o meno trash. Si va dai ritratti di famiglia che in cerca di originalità diventano tristi o ridicoli, a foto imbarazzanti come quella dello zio che riceve un copriwater per Natale. For your dirty pleasure.

24 dicembre 2009

Il Babbo Natale della Pepsi

In puro spirito natalizio non vuole rompervi le scatole, quindi non vi taggerò in nessuna foto, non vi manderà email a catena o messaggi privati, non vi scriverà sms sconci su come si dilettano befane e renne da mandare ad altre 10 persone, né vi manderà "regali" via facebook. Però vi auguro buone feste (laiche o no, come volete) e buoni appanzamenti insieme al Babbo Natale della Pepsi (now available in no-logo version).


17 dicembre 2009

Servizio pubblico



Voglio venire incontro alle decine e decine di persone che finiscono su questo blog grazie a Google immagini digitando due chiavi di ricerca: "voglio morire" e "selvaggia lucarelli hard" (che li conducono rispettivamente qui e qui).
Spinto da uno spirito di servizio, anche io mi sono appellato al dio Google O' Thep, e pur senza inserire punti interrogativi, ho trovato un po' di risposte. Se volete morire e chiedete consigli al computer, non c'è niente di meglio che usarlo come tramite verso altri esseri umani, magari competenti, o in alternativa ragazzini che non ne capiscono un cazzo (tranne questo genio qui: "se chiedi aiuto allora non vuoi morire; se invece vuoi veramente morire non lo gridi al mondo, lo fai. Quindi sono sicuro che non morirai, almeno per i prossimi 100 anni").

Per quanto riguarda Selvaggia Lucarelli hard, credo che questa sia la cosa più zozza che ha fatto, ma vi invito a smentirmi (per il bene di tutti). Pare che la Selvaggia abbia fatto un reportage sull'industria porno ungherese, e se vi accontate dell'accostamento Selvaggia Lucarelli - Hard, forse vi basta questo.

15 settembre 2009

Ceci n'est pas une pipe

"Paragonato alla tradizionale funzione della didascalia, il testo di Magritte è doppiamente paradossale. Si propone di nominare ciò che, evidentemente, non ha bisogno di esserlo (la forma è troppo nota, il nome troppo familiare). Ed ecco che nel momento in cui dovrebbe dare un nome, lo dà negando che sia tale."
Michel Foucault

12 luglio 2009

Celebrazioni sui muri di Torino



E chi non sapesse chi è Pino Scotto, farebbe bene a cliccare qui, qui, qui, qui, qui e sopratutto qui.

20 agosto 2008

Forse è la volta buona...

Dite che abbastanza italiani si sono rotti la minchia?



(dal Giornale di Sicilia del 20 agosto)

7 agosto 2008

U' Suitanu



"Ci sei andato a vedere il panfilo del sultano?"
No.
"E a vedere il concerto che ha organizzato a Piazza Massimo ci sei andato?"
No. Manco lui c'è andato se è per questo.
"Ma lo sai che il sultano ha donato 5 mila Euro all'Ospedale dei bambini?"
Ma va? Potremmo farlo Assessore regionale alla Sanità.
"E' come in una fiaba."
Ma va a cagare!
Caro palermitano, ancora una volta sei vittima dei tuoi stessi stereotipi. Una fiaba? Che fiaba è quella dove una ressa di persone dietro una rete di protezione fa fotografie con il cellulare a degli sguatteri che lucidano una barca? Da bambino cosa ti leggeva tua madre prima di andare a dormire, le etichette del Dash?
A Palermo, come persino il Tg1 ha riferito oggi, l'argomento della settimana è il sultano del vattelappesca che ha ormeggiato al porto della città (imponendo una serie di restrizioni assurde come l'occultamento dell'insegna del bar) il suo chilometrico barcone. Ha scaricato una pletora di ministri e lacché in giro per la città a spendere un po' di quattrini, mentre se ne sta rintanato nella sua barca. Ha portato ancora più dindini nella zona bene della città (furbo Sulta', ci sono ancora i saldi!), con shopping e conti salatissimi nei ristoranti (pare) e ha fatto importanti donazioni all'Ospedale e al Conservatorio (pare). I suoi ministri (ma non lui) sembra abbiano incontrato le autorità locali (già immagino certe scene comiche...). Pare ci sia in ballo la costruzione di un "qualcosa" da "qualche parte" con in ballo "un mare di soldi".
Questa visita, condita di leggende metropolitane e chiacchiere da bar e da tg locali, ha scatenato i palermitani, che si affollano sul molo per fotografare il panfilo e provare a sbirciare, o alcuni, intraprendenti, a chiedere soldi (?), lavoro (??) o case (???). Lo yacht del sultano si è sostituito, per una volta, a Palazzo D'Orleans, sede della presidenza della Regione, facendo tirare un sospiro di sollievo ai nostri governanti locali che possono tornare a non fare un cazzo impunemente in vista della lunga pausa d'agosto. Se resta ancora qualche giorno rischia di trovarsi gli striscioni dei forestali appesi all'albero maestro. Con quel concerto, intanto, si è sostituito all'amministrazione comunale che anche quest'anno non è riuscita a realizzare eventi estivi a Palermo.
È davvero incredibile che la disperazione (o l'illusione) porti la gente a credere che basta sporgersi dal molo e che qualcuno con la mano ingioiellata elargisca dollaroni. Non mi stupirei se qualche palermitana, come in un "Veline" in salsa araba, si fosse proposta per entrare nell'harem del sultano.

20 maggio 2008

La catena che ci lega al tavolo

Avevo promesso una catena che avrebbe cambiato per sempre la storia delle catene bloggose fumettose. Ed eccovela qua. Stavolta niente di puccioso o lagnoso o troppo privatoso, ma una catena che ha bisogno di un pizzico di egocentrismo e di una macchina fotografica.

LA NOSTRA POSTAZIONE DI LAVORO

Fotografa la tua abituale postazione di lavoro (o le tue, nel caso ne hai più di una), indicando sommariamente cosa c'è e a cosa ti serve. Poi invita alla catena altre cinque persone e sacrifica un numero di Kill Killer alla dea Kalì.

E per la prima volta, comincio io.



Da come potete facilmente intuire dalla presenza del computer, questa è la scrivania dove passo più tempo. Ci sono le uniche action figures che posseggo (Locke, GL di Ross e Leonida), il premio Micheluzzi vinto con Ilaria Alpi, delle casse per il computer o l'Ipod, un bicchierino regalatomi da un caro amico e una tazza dove tengo penne, evidenziatori, matite etc. Particolare, sulla tazza ci sta disegnato un toro che incapretta una mucca gonfiabile.
Appeso alla libreria (ai due lati della scrivania ci sono due librerie stracolme di fumetti e libri) c'è una foto del mio bis-nonno militare a Lampedusa durante la Guerra Mondiale. Mi piaceva come atmosfera e significato, ed è un regalo di mia nonna. Alla parete il poster di Pulp Fiction e parte del calendario di Hokusai dell'anno scorso che tengo ancora appeso perché bellissimo. Sul tavolo, tra post it e foglietti volanti con appunti vari, il soggetto del fumetto che sto progettando in queste settimane e la bozza della grafica del mensile dell'Università.



Di questo angolino vi avevo già parlato. Fino a qualche tempo fa poggiavo qui il computer, ora preferisco l'altra postazione per varie questioni di comodità. Qui però tengo ancora le varie carpette e carpettine, alcuni dei libri che consulto più spesso, lo scanner (a riposo) e quotidiani e riviste. Il cassetto è pieno di block notes. Alla parete, il poster del Rocky Horror Picture Show e una fotocopia di pagina 2 di Ilaria Alpi.

15 maggio 2008

Incatenato...

Non posso esimermi. E' una catena semplice, e per di più sono stato invitato da uno che aggiorna il blog ogni morte di papa (toccati, Joseph) e un altro che c'ha un blog da tipo una settimana. Vorrà significare qualcosa no?

Le regole sono semplici:

1 - Indicare il Blog che vi ha nominato e linkarlo (basta cliccare su due link su)
2 - Inserire le regole di svolgimento (queste qui)
3 - Scrivere sei cose che vi piace fare (sta giù)
4 - Nominare altre sei persone che proseguano la catena (giù)
5 - Lasciare un commento sul blog dei sei bloggers prescelti (troppa fatica)

Le cose che mi piace fare:

1 - Brontolare quando la gente attorno a me scontrasta.
2 - Sbrasare la scherla, assolutamente.
3 - I giorni dispari, ravanare nelle dorle stando attento ai cordoli.
4 - Cucinare (e ovviamente mangiare) il cortino trentoso.
5 - Dire alle ragazze che conosco un tipo con un enorme callifrago.
6 - Andare con Ciccio Porotti e Giulio La Franza a svaligiare i cannoli!

Coinvolgo in questa entusiasmante catena:
Silvio Berlusconi, Bobby Maroni, Mara Carfagna, Giulio Tremonti, Stefy Prestigiacomo, Umberto Bossi.

24 aprile 2008

Se vinco io...

Vi ho già detto che sono in doppia nomination al premio Micheluzzi del Napoli Comicon, no? Per invogliarvi a unirvi a me nel mantra della vittoria, vi posso indicare cosa farò qualora dovessi vincere il premio da condividere ovviamente con i miei Brothers in arms (Ripoli, Tomasi, Calvaruso e Scalmani):

- Stabilizzazione di 150 precari a provincia.
- Abolizione delle province
- Abolizione dell'Ici sulla prima casa, solo se ne hai una seconda
- Decreto legge che vieta le minigonne a chi è sovrappeso
- Costruzione di una stata equestre con me a cavallo di un Grifone da esporre a Piazza del Popolo
- Tripoli agli italiani
- Gli italiani a Tripoli, in vacanza a giugno che c'è poca gente
- Un ministro alla Lega Nord, uno all'Mpa per il sud e uno all'Unione di Centro
- istituzione della 41 bis per chi parcheggia in doppia fila, con aggravante di reato di terrorismo per chi è munito di Suv
- Istituzione della giornata del fumetto, due volte al mese
- Acquisizione di Alitalia da parte di una cordata composta da un francese, un italiano, un tedesco e Pierino.
- Sostituzione delle spoglie mummificate di Padre Pio con quelle di Lenin.

Potrete unirvi al mantra offrendomi una birra allo stand Beccogiallo, dove mi troverete per la maggior parte del tempo al fianco di Claudio Stassi e Franz Ripoli nella giornata di sabato.

16 aprile 2008

Faster than a speeding bullet


Parliamo di cose allegre. Anzi, di voti allegri. Roberto Recchioni, lo sceneggiatore italiano che può vantare di avere pubblicato un numero di fumetti pari a 1200 volte il suo peso corporeo, ha sventolato la bandierina a scacchi del Writer's death race, giochino-concorsino tra scrittori e sceneggiatori, che si sono sfidati a suon di racconti sul tema della velocità. Ho partecipato anche io (vivendo sempre di corsa non potevo esimermi) con una cosina che si legge in cinque minuti (appunto) con protagonista un supereroe italiano e i suoi dilemmi amorosi: "Più veloce di un proiettile". Il titolo è una classica e facilmente intuibile citazione nerd, i contenuti sono partoriti da una mente nerd. Ma credo che la novella piacerà anche a chi non rientra nella categoria. Se vi è piaciuto, o per gratificare il mio ego, magari mossi dalla pietà per il partecipante geograficamente più vicino all'Africa, potreste votarmi nella colonna a destra che trovate sul blog del WDR. Chiaramente vi suggerisco di leggere anche gli altri racconti nell'antologia virtuale... io ne ho letti alcuni e sono tutti molto gradevoli, con alcuni che virano verso il piccolo gioiello.

22 dicembre 2007

Regalo anticipato



Quando una donna capisce la nerdaggine del proprio uomo :)

5 settembre 2007

Evviva Palemmo, evviva Gigi D'Alessio

Avevo appena finito di scrivere il post qui sotto, e decido di fumarmi un sigarillo nel balcone della cucina. Davanti alla finestra aperta, mi giunge al naso l'odore di terra bagnata. Aveva piovuto. Hm. Non piove come si deve da maggio credo. Me lo ricordo bene perché ero sul motorino e ho rischiato la morte in un paio di incroci più del solito, tornando dal lavoro. All'improvviso mi balza il mente il ricordo che oggi sì, è la giornata della “santuzza”, dell'”acchianata” fino al Santuario (pure Cuffaro c'è andato, dopo Santiago de Compostela non era stanco? Misteri della fede). Ma è anche il giorno di Gigi D'Alessio. Perché Gigi oggi canta in piazza Politeama, aggratis. E insieme ad Annatatangelo, cantante anche lei, e come saprete certamente attuale compagna di Gigi. Per la prima volta. Insieme. Sul palco. Potrete immaginare che del milione di abitanti che abitano questa città, una buona parte si sia riversata lì. Domani lo leggeremo sui giornali, ma il fattore scrocco+Gigi+Annatatangelo è una combinazione irresistibile per quella Palermo che parla napoletano come seconda lingua, che si ama e si odia. Si ama nei mercati rionali, per com'è colorata e pittoresca, o per come fa saporite le stigghiola, o per “i limoni te li regalo, tu cliente mio sei”,o per le risate che ti fa fare con quelle perle da saggezza popolare. Si odia in mezzo al traffico, per come ti supera a destra e passa col rosso con Gigi D'Alessio a tutto volume, o per come va avanti col karaoke dei Pooh fino alle due di notte, o per le feste rionali in odore di mafia due-tre la settimana durante tutta l'estate, con quei cazzo di fuochi d'artificio a notte fonda che ti fanno saltare dal letto. La Palermo che ti fa diventare nervoso. E snob.

Dopo qualche secondo, si mette a piovere, una bella scrosciata di una decina di minuti. E stavolta, visto che lo scirocco è passato da qualche giorno, non piove terra. Miracolo. Miracolo di Gigi D'Alessio, che dal continente ha portato la pioggia nella Palermo assetata e accaldata. Peccato che le migliaia (?) di persone a Piazza Politeama si siano rovinate la festa, mi sa. Giù il trucco pesante dagli occhi, dalle ciglia allungatissime e dalle labbra rossissime. Via il gel da quattro soldi che fa diventare i capelli un quadro di Escher. Inzuppatissimi i motorini su cui sono montati motori di shuttle. E fradice le matrone che nemmeno i sei figli, messi a circolo, riescono ad abbracciare.

Torno nella mia stanza per scrivere questa cosa qua e fare quel piccolo fotomontaggio lì su. Il sigaro l'ho posato. Ho aperto la finestra, e sento l'odore della terra bagnata. Profuma di soddisfazione.

30 giugno 2007

Relativismo alimentare

E' giusto mangiare un cane? Non so. A volte porto agli estremi certi miei ragionamenti, riflettendo criticamente su cose come la guerra preventiva, gli sceriffi mondiali e le decisioni calate dal cielo. Se non posso concepire che gli Stati Uniti bombardino l'Iraq solo perché (tra le altre cose) il leader non è più di loro gradimento o che il governo francese dica alle ragazze musulmane di non portare il velo, direi che questo mio a volte esagerato rispetto del relativismo culturale si può ampliare a questioni gastronomiche, anzi, etnogastronomiche. I filippini si mangiano i cani, e l'occidente civilizzato non solo si indigna, ma cerca di farli smettere. In Italia mangiamo le vacche. Ma l'India non viene a romperci i coglioni, ci mancherebbe. "Sì però i cani sono intelligenti". E da cosa dipende? Dagli occhioni dolci o dalle coccole? O dall'empatia che si sviluppa con l'animale? Se è per quello, ci sono persone che sviluppano grande intimità con i cavalli (non come pensate voi, fan di Cicciolina). Senza contare che a vedere come vengono trattati certi animali negli allevamenti o come avviene la macellazione, il criterio di simpatia per l'animale traballa.
Personalmente ho sempre preferito i gatti ai cani (affettivamente parlando), e ritengo che i gatti siano più vicini all'uomo del cane, che, diciamocela tutta, è un po' scemotto. Al gatto, come all'uomo, interessa solo dormire, scopare e mangiare. Ma non credo che mi incazzerei con un filippino se lo trovassi a mangiare un gatto. Forse non gli farei compagnia né assaggerei dal suo piatto, ma, come si dice, dalle mie parti "mangia a gusto tuo e vesti a gusto degli altri".