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27 giugno 2011

Dieci cose che ho imparato su New York



Fa un effetto strano girare per New York City. Una mia amica newyorchese ha apprezzato questa mia metafora: é come vedere finalmente dal vivo un quadro che si é visto mille volte riprodotto su carta, al cinema o in televisione. Quando la si vede con i propri occhi, c'é una strana sensazione di familiarità, eppure non si conosce praticamente nulla.
Chi é cresciuto a pane e cultura americana, specie se come me appassionato di certi film, certa letteratura, certa musica e certi fumetti, riconoscerà strade e palazzi, e persino facce, ma li vivrà certamente in maniera inedita, insolita.
Ecco dunque dieci consigli/sensazioni/esperienze, per cui devo ringraziare, oltre alla guida Lonely Planet, le amiche Leda e Danielle (oltre che ovviamente la mia straordinaria compagna di viaggio e di vita Oriana).

1 - Se siete bassi e scuri come il sottoscritto, facile che vi scambino per messicani o spagnoli. Pur di evitare i commenti su Berlusconi o i paragoni con certi tamarrissimi italoamericani del Jersey (a cui i Soprano fanno un baffo, in quanto a eleganza) non é necessariamente un male.

2 - C'é praticamente un giorno a settimana per ogni museo in cui é possibile entrare gratis, ad esempio il venerdì al Metropolitan. Ma se volete evitare le file, la folla e di andare appresso ai giorni suddetti, esistono diversi pass prenotabili anche on line che offrono notevole risparmio e corsie preferenziali.

3 - A proposito di musei, il Metropolitan é davvero straordinario. Ma armatevi di cartina e pazienza, é davvero dispersivo. Non fatevi intimidire dai cartelli con le cifre in biglietteria: l'ingresso é a offerta libera. Oltre che dai turisti (il MET é l'attrazione piú visitata della città) il museo é animato da molti newyorker in visita solo per un caffé, per leggere, o per scroccare il wi-fi gratuito.

4 - Tutti hanno l'iPhone. Tutti, é incredibile. E negli Apple Store (capolavori dell'architettura e del marketing) c'é quotidianamente la fila per comprare gli iPad. Ma cazzo se ne vale la pena.

5 - Ogni tassista parla una lingua a sè. Generalmente, da quanto ho visto, i neri ti chiamano man, i piú giovani buddy, praticamente nessuno ti chiama sir.

6 - La domenica sera al Mermaid Inn, nel Lower East Side, c'é il Lobsterpalooza. Buonissima Aragosta (in realtà é una specie di astice dell'Atlantico, ovviamente d'allevamento) da mezzo chilo piú condimenti a 20 bucks scarsi.

7 - Sempre a proposito di locali, consiglio almeno un paio di posticini dove bere o mangiare ascoltando buona musica dal vivo. E non parlo di concerti jazz, ma di pianobar. Quando penso ai pianobar in Italia mi vengono in mente sosia sudaticci di Umberto Smaila che cantano in grigi locali circondati da spiacenti single cinquantenni. Nella Grande Mela invece Si assiste a interpretazioni degne di Broadway, visto che camerieri e cantanti sono all'inizio della carriera nel mondo dei musical. Sto parlando dell'Ellen Stardust Diner, proprio sulla Broadway a pochi passi da Times Square, con un look and feeling molto Happy Days (dai vestiti dai camerieri alle decorazioni alle pareti), dove viene servita un'ottima cheesecake mentre graziose cameriere ballano e cantano su una passerella tra i tavoli. E parlo anche di Brandy's, localino molto più intimo e certamente meno turistico nell'Upper East Side, punto di riferimento per la comunità gay della zona, dove é possibile sorseggiare discreti cocktail mentre dal pianoforte un bravissimo giovanotto canta pezzi di Elton John o la barista intona Summertime. O per un dollaro, quello che volete.

8 - Il paradiso per gli amanti delle magliette e dell'urban style é Yellow Rat Bastard, sulla Broadway, tra Grand e Broome Street. É immenso, all'interno di quello che sembra un magazzino non utilizzato, e ha t-shirt per tutti i gusti, da quelle in materiale ecologico a le splendide Junk Food a prezzi stracciati (considerate che in Usa una maglietta JF costa sui 25 $, in Italia si trovano quando a bene a 45-50 €.

9 - Lo zoo di Central Park é proprio quello del film Madagascar, ma a parte i pinguini, che in effetti sono simpatici anche dal vivo, purtroppo mancano i protagonisti del film. Vero anche che lo zoo é piuttosto piccolo, tragedia più per gli animali che per i visitatori. É bellissimo invece passeggiare nel cuore del parco, quando tra gli alberi non si possono persino piú vedere i palazzi. Ed é incredibile che nella metropoli apparentemente piú urbanizzata del mondo ci sia un polmone verde cosí grande e pulsante, cosí amato e custodito. Generalmente, in ogni caso, i newyorchesi sembrano sempre piú attenti alle tematiche ecologiche e per capire quanto amino gli animali da compagnia, basti vedere quanto siano forniti e visitati i negozi appositi. Oppure passeggiare per l'Highline, la vecchia ferrovia sopraelevata riqualificata come passeggiata tra il verde.

10 - Se volete andare in Usa, fatevi una carta di credito. Le debit card (tipo Postepay o Paypal) non vengono accettati ovviamente in alcune occasioni, come negli hotel o per noleggiare auto, ma anche alcuni negozi e ATM creano problemi. Per le carte del circuito Maestro, é uno stillicidio. Considerato che gli americani pagano con la carta anche le spese irrisorie (comprese le inevitabili mance) e che quando favorite le monetine venite guardati come dei pazzi e/o maleducati, meglio adeguarsi.

(la foto qui su l'ho scattata dal traghetto per Brooklyn)

3 maggio 2010

Post-Napoli 2010



Questa edizione del Comicon si merita più di altre un post sul post-fiera. Non ho vinto una mazza e non avevo libri nuovi da presentare. L'unico vero momento "professionale" era la presenza nel collettivo di autori di Futuro Anteriore, come detto qualche giorno fa, che ha avuto uno sbocco pubblico nel catalogo (ma nella stampa si sono persi dei bei grigi di Lelio, mi spiace dirlo) e nella conferenza di domenica mattina (a cui non ho potuto presenziare per problemi logistici, mi spiace dirlo). Per il resto, sono stato in vacanza. Ho passato qualche ora allo stand Beccogiallo a parlare delle prossime sorprese editoriali, sono stato in giro a fare compere, ho avuto modo di farmi un'idea - tutta mia - su quello che potrebbe essere il futuro della mostra mercato napoletana, per la prima volta mi sono trovato dietro lo stand PaniniComics (seppure in via non ufficiale), ho aggiunto un'altra persona alla lista "gente da non salutare", ho conosciuto Uli Oesterle (e letterare il suo Hector Umbra è stato un onore) e rivisto l'amico Goran Sudzuka, ho beccato un po' di complimenti (e persino attestati di solidarietà...) per gli ultimi risvolti, ho visto una marea di belle fanciulle (come sempre nella feconda Campania). Ma sopratutto, ho mangiato, chiacchierato, riso e bevuto con amici e colleghi che mi hanno ricordato che pochi stronzi non avvelenano più di tanto un mondo fatto in buona parte di bella gente. Ho anche imparato che senza barba la gente non mi riconosce.

Essendo stata una fiera vacanziera, non mi sono posto più di tanto il problema del funzionamento della nuova sistemazione, sul momento. Ma ci sto ragionando in queste ore e credo comunque che si saprà dell'effettivo successo quando si capirà in quanti (e quali) editori si sono lamentati del presunto calo di vendite, e che è effettivamente, dislocare la fiera in due posti così distanti crea disagio per chi - come me - ama entrambi gli aspetti del fumetto, quello popolare e quello (sigh) autoriale. Se il problema è, come ho detto in passato, la maleducazione della gente o la gestione degli spazi, forse bisognerà rinunciare alla suggestiva cornice e pensare a quale spazio sia effettivamente più adatto a una convention così vasta e varia. Magari gli autori (sempre trattati con dignità e rispetto, e coccolati al massimo da alino, Claudio e la squadra tutta) lo apprezzeranno di meno, sicuramente l'atmosfera non sarà la stessa, certamente il Comicon ne perderà in originalità, e al 100%, ci sarà qualcuno che continuerà a lamentarsi. Ma giusto per dirne una, camminare in macchina o mezzi pubblici per Napoli non è proprio come passeggiare per Lucca... e lo dico da - orgogliosamente - terrone.

Nota a margine: la mostra su Spirit è stata fantastica, e meriterebbe di essere portata in giro.


12 aprile 2010

Cartoline dal Benelux





Grazie ai ragazzi di Silvester e di Pinceel, a Silvio Van der Loo, Ann Jossart, Frederik Van Wonterghem e Felice Miluzzi e tutti gli altri per la bellissima esperienza.

10 novembre 2009

Cartoline da Lucca '09: Yorick di Goran Sudzuka


Goran è una persona fantastica, con cui si può chiacchierare amabilmente di tutto, e un grandissimo professionista. Yorick è il protagonista di una delle serie a fumetti più belle di tutti i tempi, sulla quale Goran ha avuto l'occasione di lavorare più volte.

2 novembre 2009

Post Lucca



Ogni Lucca faccio una lista mentale di buone intenzioni/cose da fare che cerco di disattendere il meno possibile. Quest'anno non è stato facile, visto il tanto tempo trascorso allo stand (bella esperienza nonostante la schiena a pezzi!), ma devo dire che il bilancio è positivo come rare volte in passato.

- Passare un po' di tempo con vecchi amici e nuovi colleghi (ma ahimé solo alla sera)
- Farmi fare uno sketch di Hal da Ethan Van Sciver
- Farmi fare uno sketch di Yorick da Goran
- Comprare un bel po' di fumetti, tra cui Comic Show, Interni #2, A come Ignoranza #4 e War Stories di Ennis
- Mostrare a Luca le tavole di Lelio per il nuovo progetto
- Fare tante foto
- Esaurire tutte le copie di Peppino allo stand Beccogiallo
- Parlare di un paio di progetti con un amico
- Raccontare a Eddie Campbell di quanto mi sono spaventato leggendo From Hell
- Evitare di beccarmi il solito mal di gola post Lucca... :(

25 luglio 2009

La mafia è una montagna di merda anche in Veneto

Ogni presentazione è un carico di emozioni e ricordi sempre unico. Parlo ovviamente di Peppino, ma potrei anche fare lo stesso discorso per Ilaria Alpi. Inevitabilmente, parlare di mafia scatena ancora più ardore e ancora più emozioni. E ancora più rabbia. Venerdì sera a Dolo un pubblico raccolto e un paesaggio splendido hanno favorito una presentazione indimenticabile. Merito sia dell'attenzione del pubblico, sia della competenza dei correlatori, sia del clima di rilassatezza che mi ha permesso di non lesinare sui commenti sull'attualità più sfacciati (e ci mancherebbe).

Dolo si trova sulla riviera del Brenta, nota proprio per quella "Mala del Brenta" poco nota ai più se non come elemento da Trivial Pursuit. In verità, la mafia veneta ha insanguinato quelle terre e tuttora anche se in misura minore prospera nei (mala)affari immobiliari e industriali. Sapendo questo, i miei discorsi così come quelli dei due ragazzi di Libera di Piove di Sacco (PD) intervenuti e dell'assessore che ha partecipato all'intero incontro, Gianni Lazzari, sono stati più generici che concentrati sull'esperienza di Cinisi. Cosa possibilissima, grazie al valore "senza confini" della figura di Peppino e alla forza del suo modo di porsi nella lotta alla mafia.

Ma il picco emozionale si è raggiunto quando Guido, un ragazzo di Dolo, nel suo intervento ha raccontato la propria esperienza di sopprusi e minacce, che ha portato il padre a indebitarsi, vedersi bruciare il negozio, e poi morire di crepacuore (seguito poco dopo dalla madre). Con le lacrime agli occhi, Guido ha gridato dal microfono, nella piazza principale di Dolo, che la mafia gli fa schifo, che non la vuole, che vorrebbe che non fosse mai esistita, e chiedeva a me e agli altri relatori come fare. La retorica e le chiacchiere fini a se stesse non possono dare una risposta. Con le lacrime agli occhi, non è stato difficile trovare una risposta: il fatto stesso che Guido fosse lì presente, con quel microfono, a dire quelle parole a fare nomi e cognomi (come quello di Felice Maniero), cosa impensabile solo dieci anni fa, è la risposta che la lotta per quanto lunga e dura incassa piccoli successi quotidiani che fanno sperare per il futuro. Nel nostro piccolo, penso e spero che l'aver approfondito un po' la figura di Peppino possa aver contribuito a far conoscere un mito che è da imitare e seguire anche così lontano da Cinisi; le attività di Libera proprio nei terreni confiscati a quei boss sono un grosso schiaffo a quella gentaglia; la perseveranza di amministratori come Lazzari nel portare avanti iniziative di questo tipo... sono tutte piccole grandi azioni le cui ricadute ci auguriamo si vedano nel prossimo futuro nella quotidianità di chi, nel Veneto come in Sicilia, preferisce scegliere di stare dalla parte della legalità.

Grazie ai "Becchigialli" (Guido e Federico) per l'ospitalità, all'associazione Catarsi per l'invito, e grazie a Dolo per l'accoglienza e al pubblico per la pazienza, la passione e le emozioni.

8 giugno 2009

Sarà per la crisi



(cartello avvistato nel negozio di un restauratore a Sarzana, dove ho passato una splendida giornata da Comic House per il BDDay)

29 aprile 2009

Giochi da grandi



Un'email di un carissimo amico mi fornisce l'assist per una spiegazione a una mia uscita nel post precedente, quando parlo di cosplayer e videogamers. "Mi ha un po’ stranito leggerlo scritto da te, che mi sei sempre sembrato un 'campione' in fatto di democraticità e apertura mentale!", mi scrive, ed effettivamente, forse perché c'avevo preso la mano, forse perché ero ancora stanco, ho usato qualche imbecille di troppo.

In effetti, il mio indice dovrebbe essere puntato più che verso gli utenti finali, verso l'infelice decisione logistica di piazzare in quello snodo, uno dei due passaggi più stretti del percorso del Comicon, le postazioni per Guitar hero, con tanto di palchetto, e per le consolle. So bene lo sforzo che alino & Co. fanno ogni anno per far quadrare il cerchio con una struttura difficile da gestire come il primo piano di Castel Sant'Elmo, che un anno per la pioggia, un anno per il numero di stand in crescita, deve sempre fare i conti con questioni logistiche. Magari per l'anno prossimo può essere utile per gli amici napoletani segnarsi questo appunto. D'altra parte, resto perplesso che chi vada ad una fiera, magari sfuggendo all'Hikikomori, si piazzi davanti ad una consolle. Mi lascia ancora più che perplesso il fatto che dietro il videogiocatore ci sia una massa di 15 persone che lo guardano giocare (o play, nel senso esteso, se c'è guitar hero) per diversi minuti. Lì, la parola "idiota" sorge spontanea, specie quando al decimo "permesso, fatemi passare" il soggetto in questione ha ancora lo sguardo di chi fissa l'ipnorospo e non vuole spostarsi.



E lì, è vero, è un problema di educazione (o l'ipnorospo). Visto che è più facile creare uno stanzone ad hoc come area games piuttosto che insegnare l'educazione a una generazione di geek, forse in futuro sarà meglio fare così.
I miei due cents, sia ben chiaro.

Riguardo i cosplayer: nessun pregiudizio. Battutine dopo cena al bar quanto ne volete, per carità, ma li guardo con affetto e simpatia. Se non avessi questa panza, residuo dei bagordi universitari, anch'io mi vestirei da Wolverine alle fiere. E guardo con tenerezza certi soggetti, con esplicita richiesta di mettersi in posa per foto che custodisco in archivio e ogni tanto pubblico anche su queste pagine (vedi sopra, da Lucca 2006).

Però. Sembra che la dimensione della spada o dell'armatura sia direttamente proporzionale alla capacità di piazzarsi in mezzo al passaggio nella posa più figa, che solitamente comporta un'orizzontale distensione della spada. Quest'anno a Napoli ho rischiato la vita un paio di volte, e anche lì, è una questione di maleducazione. In un corridoio largo due metri, se mi piazzi davanti lo spadone di due metri e mezzo, o ci sbatto il muso o ti mando a quel paese poco prima di sbattercelo. Anche lì, questione di educazione (mia e del Berserk di turno).

Ora. Capisco bene che i cosplayer permettono di staccare tanti biglietti (e conseguentemente anche di finanziare, ad esempio, mostre per me interessanti), e magari porterebbero in fiera potenziali lettori. Certo, mi spiace un po' che anche una fiera "autoriale" e sempre puntata più sulla cultura che sullo spettacolo come Napoli sia ormai invasa dai cosplayer - e intendo letteralmente invasa: al momento della gara, nella stanza editori, allo stand Beccogiallo Guido teneva con sforzo le librerie dello stand, mentre io tenevo d'occhio le pile di libri pronte a cascare per la calca.
Credo che diventerò più comprensivo quando vedrò più educazione. O quanto meno, una sistemazione degli spazi tale che la quadratura del cerchio accontenti tutti.

27 aprile 2009

Tutto esaurito



Sì, perché le fiere diventano sempre più stancanti, specie quando si susseguono dopo così poco tempo (la settimana scorsa ero a Torino Comics) sia quando le cose da fare sono tante (a Napoli mi sono diviso tra lo stand BD e Beccogiallo). Ma sopratutto, tutte esaurite le copie di Peppino Impastato - un giullare contro la mafia portate in fiera (entro domenica, intorno alle 16:30). Abbiamo sfiorato il centinaio, cifra assolutamente ragguardevole per un prodotto del genere ad una fiera come Napoli, e sbancato il precedente record beccogiallesco per il Comicon. I primi commenti sono molto positivi, la mostra è stata un successo (e molte persone si sono presentate allo stand dopo averla ammirata), anche la presentazione di venerdì mattina, nonostante qualche piccolo intoppo iniziale (dopotutto, era la prima conferenza della fiera), è andata bene e gli studenti che hanno partecipato all'auditorium sembravano interessati e coinvolti.

Oltre a tutto questo, è stato un enorme piacere incontrare i tanti amici giunti a Napoli da tante parti d'Italia (e anche stavolta cerco di non fare nome, non sia mai che si indispettisca qualcuno), provare a reggere i dopocena nonostante la stanchezza e le pizze sullo stomaco, mangiare divinamente e bere sproporzionatamente, ospitare Francesco Ripoli e Roberto Recchioni allo stand BD, chiacchierare con i curiosi sui retroscena del fumetto su Peppino.
Un po' meno piacevole la ressa fuori (alla faccia della crisi) e la sistemazione dei videogame nella stanza più stretta e meno indicata, creando un imbuto intriso di sudore grazie a quegli imbecilli che stanno diversi minuti fermi a guardare altri imbecilli che giocano diverse ore alla xbox (dopo essersi probabilmente appena staccati dalla xbox di casa) e ai cosplayer che, come spesso accade, decidono di mettersi in posa nei posti più stretti e scomodi (specie se dotati di maschere ingombranti, spade o altre cose del genere).



Al di là di tutto questo, devo ringraziare alino, Antonio, Chiara e Claudia, miei principali referenti in questa edizione, per la disponibilità, la cortesia e l'impegno, nonostante le mille fonti di stress, e Giovanni, Simone e Giacomo per l'aiuto allo stand e sopratutto Guido e Federico per lo sforzo nello spingere Peppino e nel trattarci da signori (a noi che siamo tutt'altro che tali) non solo offrendoci vino e taralli, ma anche producendo questi adesivi dalle reminiscenze addiopizziane:



Il debutto di Peppino è stata un'occasione per il microcosmo fumettistico e per alcuni lettori attenti di accorgersi del talento di Lelio (oltre che della sua indubitabile bella presenza). Lelio è stato davvero un grande, facendo bella figura alla presentazione e disegnando credo sul 90 % dei volumi venduti.



A conti fatti, un'altra bella edizione per una convention a cui tengo molto e un ottimo punto di partenza per Peppino. Speriamo che ci porti bene.

5 marzo 2009

Vivo sono

Oh, nessun problema. Non sono rimasto a vagare in quel di Mantova, tra paludi puzzolenti e distese di letame. Sono tornato dopo una fiera che definire intensa è poco, passata tra la sala conferenze e lo stand. Soddisfatto, sì. Soddisfatto per le conferenze (specie per quella con Roberto Recchioni, che mi è valso i complimenti e la stretta di mano di un signore uguale-uguale a Sergio Bonelli). Soddisfatto per la compagnia, per la gente ritrovata (ciao Carletto) e conosciuta. Un po' deluso dalla persona Loeb, condivido le cose scritte da Roberto. In effetti negli scorsi anni ci è andata sempre bene, quest'anno è capitato qualcuno un po' meno amabile. Le conferenze, anche se sono state meno degli anni precedenti, credo siano state più intense. Metteteci in più arrivo e partenza da Torino con scatoloni al seguito, e capite perchè sono stato abbastanza devastato in questi giorni. Prossimamente qui e/o su Facebook foto e disegnini raccolti (due, ma che disegnini!). Grazie ancora una volta a Sara, Franz, e tutti i giovini dello staff per il supporto e l'accoglienza.



Nella foto: il sottoscritto mentre assiste a un momento poco vivace del Comicus Prize, al mio fianco Snoopy Dogg, alle sue spalle si scorge la pelata del Mun@, dietro di me invece si intravede un minaccioso Giulio Cesare Cuccolini.

4 novembre 2008

Ritornare è un po' morire



Eccomi. Non avete idea. Non. Avete. Idea. Forse potete immaginarvi un po' quello che ho passato in questi giorni leggendo le cronache.
Prima l'esame all'Ergife. Qui le cronache di Corriere, TgCom e Repubblica.
Con quella bella esperienza alle spalle, ho preso il primo treno utile per Pisa, arrivando dopo mezzanotte. La mattina dopo sono stato a Lucca, ed è partita la seconda maratona. Qui le cronace di Sole24 Ore e Repubblica. E sopratutto, qui il colossale specialone di Comicus.it (un applauso ai ragazzi, prego). Dal disegno di Daniele Tomasi qui su (parodia del manifesto di Leo Ortolani) potete avere un'idea dello stato di confusione di quei giorni lucchesi.
Io in due giorni ho condensato il solito stress che di norma distribuisco su quattro giornate. Sono stato (poco, per la verità) allo stand Beccogiallo, ho fatto costruttive, divertenti e importanti chiacchierate con tanti amici, ho comprato poco ma buono (anche se avrei voluto comprare di più). L'unica fila l'ho fatta da Gipi, giusto per chiedergli di scrivere anche solo "due parolacce". Poi vi dirò cosa m'ha scritto quella canaglia. Dovrei fare il consueto elenco con tanto di link di quelli che ho incontrato, salutato, conosciuto. Non lo farò, perché sicuramente dimenticherei qualcuno e poi chi vi sente, eh. Cito solo due persone, tra i più cari amici su cui posso contare: Francesco Farru e Carlo Del Grande. Anche se siamo "cresciuti", abbiamo condiviso tante piccole grandi avventure che quando ci rivediamo sembra una rimpatriata tra fratelli.
Poi sono contento di avere chiarito alcune cose, di aver preso decisioni fondamentali, di avere firmato finalmente il contratto per il fumetto su Peppino Impastato con Beccogiallo (ebbene sì). Sono davvero contento del mio incontro con il grande John Romita Jr, dopo anni di scambi epistolari via email, della resa finale di Mono #5 dell'anellino di Lanterna Verde regalatomi da Sergio e Gianluca.
Questa credo sarà, per molti motivi che dirò presto a voi affezionati lettori e agguerriti detrattori, l'ultima Lucca "di questo tipo", per me.
E sono stanco, sì, ma soddisfatto.


29 aprile 2008

Napoli Comicon 2008


Beh, che dire. Un'edizione speciale e memorabile per il sottoscritto, e stando a quanto sento in giro, un'edizione bella e piacevole come sempre. Come sapranno i lettori più fedeli del bollettino di guerra, inizialmente non sarei manco dovuto partire. La necessità di discutere di persona alcuni progetti, e in seguito la notizia della nomination, mi hanno spinto a partire approfittando di un viaggio tutto sommato economico. Arrivo sabato mattina, direttamente in fiera, con il pard Claudio Stassi, e dopo un'importante chiacchierata chiarificatrice, faccio subito qualche giro e qualche acquisto (Black Kiss del maestro Chaykin il primo volume comprato). Mi assento per qualche ora a pranzo per andare a cercare l'ostello (ottimo, La Controra, in via Salvator Rosa) e al ritorno mi siedo allo stand Beccogiallo, e poco dopo arriva mastro Franz Ripoli (vedi foto sopra). Approfitto di un momento di pace per chiacchierare con i Becchi dei prossimi eventuali futuri progetti insieme, e con Max e Emanuele di Tunué sul numero 4 di Mono, purtroppo in ritardissimo. Prima della premiazione, vado in giro a scattare qualche foto.
Vado allo stand Planeta, dove troneggia il monumentale volume dedicato alla Morte di Superman.



Ci trovo anche Roberto Recchioni e Andrea Ciccarelli, chissà di che ridono...



Al Comicon quest'anno erano esposte alcune tavole tratte da Resistenze. C'erano anche quelle di Sergio, quelle mie e di Lelio e quelle di Claudio e Giovanni Di Gregorio.



Purtroppo non ho potuto vedere nessun'altra mostra, e mi spiace parecchio: quelle ospitate al piano di sopra, tra cui quelle di Mattotti e Micheluzzi, mi viene detto che sono fantastiche, ma pur rimandando l'occasione a domenica mattina, non ho avuto più il tempo di farci un salto.



Ne ho approfittato per incontrare e salutare alcuni amici e conoscenti, dal prof. Di Nocera a Pietro Di Gianpietro, da Gianfranco Giardina (con Roberta) e Emo Longobardi (foto sopra) a Nadia Rosso e Fabio Maglione (foto sotto). C'era anche la truppa di Comicus, da Gennaro Costanzo a Giulio Capriglione e Fausto "Zapman" Ruffolo, passando per gli storici Stefano Perullo e Daniele Mancino (che si sono passati il testimone su Mega), uno sfuggente Alessandro Bottero, tutta la ciurma Beccogiallo (con Giorgio Fratini, a cui ho fatto i complimenti per Sonno Elefante) e i soliti Claudio Calia, Emiliano Rabuiti, Alessandro Di Virgilio, Davide Pascutti, i due Luca (e complimentoni al Vanzella). E i giovanotti della Double Shot, che mi hanno regalato un bel cohiba fumato alla sera per festeggiare. Poi i paninari, come il maestro Franz Meo, il boss Andrea Rivi e il grande Stefano Munarini, ed è passato mio fratello Karlo con dolce metà. E accompagnato dalla sua dolce metà, Manu, anche il mio capo, sua eccellenza Alessio Danesi. E chissà quanta altra gente dimentico e quanti altri non ho proprio visto.



Dopo un po' io, Franz e Claudio andiamo a prendere posto nella sala della premiazione, insieme ad alcuni amici. C'era Giorgione Pontrelli (che poi in serata ci riserverà una dozzina di brindisi) e il grandissimo Daniele Caluri.



Giuro che non avevo idea di come sarebbe andata a finire. Franz aveva intuito qualcosa, io avevo capito male una dritta, e mano a mano che ci si avvicinava all'ultima categoria, meno ci credevo. Ed è per questo che sono rimasto autenticamente sconvolto quando la vittoria è stata annunciata (e grazie ai tanti amici ed estimatori in sala per avere fatto un'ottima claque) e sono salito sul palco con le gambe tremanti. Ed è per questo che non avevo idea di cosa dire (se non la certezza che Franz non avesse voglia di parlare in pubblico), quindi ho esordito con "non ho parole" quando Claudio Curcio e Luca Boschi mi hanno passato il microfono, e il figlio di Attilio Micheluzzi mi ha passato il premio. E mi sono corretto subito, spiegando che "non era una scusa per non dire nulla, perché in verità di cose da dire ne avevo parecchie". E in effetti ho sproloquiato a lungo (qui c'è qualche estratto dalle mie dichiarazioni) e ho dedicato il premio a Giorgio e Luciana Alpi.



Sinceramente il resto è tutto confuso... sapete quanto ci tenessi a questo Premio e quanta stima ho per l'organizzazione del Comicon. Ho abbracciato e ringraziato un mare di gente, ho stretto la mano con grande stima al maestro Ivo Milazzo, presidente di giuria, che già a Lucca si era complimentato con noi, sono stato intercettato da due giornalisti curiosi e poi di corsa allo stand per brindare e per i complimenti degli "intimi".



Inevitabile la tappa alla Pizzeria Vanvitelli nell'omonima piazza, con i ragazzi di Tunue' e di Beccogiallo e vari amici, tra brindisi, chiacchiere, pizze e cotillons. Degna conclusione di una splendida giornata dove il supporto degli amici e dei colleghi si è sentita ben oltre gli applausi. Quindi un grosso grazie va a tutti coloro che ci sono stati vicini, che ci hanno supportato e sopportato, che hanno promosso il nostro volume e che hanno creduto nel nostro intento di denuncia. E adesso basta che sto diventando diabetico.



Ps: La congiuntura economica internazionale, il terrorismo, l'euro, gli zingari e i rumeni ma sopratutto il buco nel bilancio lasciato dal precedente governo non ci permettono di mantenere fede agli impegni promossi in campagna elettorale. Ma promettiamo che al secondo mandato non mancheremo di mantenerli. Ma per Alitalia ci stiamo muovendo comunque, probabilmente sarà la Giochi Preziosi ad aquistarla.

5 aprile 2008

Sassari

Mai stato prima in Sardegna, e devo dire che ne sono rimasto tanto affascinato che ci tornerò sicuramente. Cittadine tranquille e in fase di riqualificazione, entroterra pieno di verde, mare splendido (e dire che sì, sono abituato bene).

Sassari è una bella città, il centro storico è un cantiere a cielo aperto. Viuzze che si arrampicano su e giù sulle collinette e si aprono su delle belle piazze. E poi c'è una via dal nome misterioso:

Nonostante la straordinaria media di belle ragazze, mi ha fatto desiderare di cavarmi gli occhi una sosia (ancora più) vecchia di Cher che usciva da questa auto:

L'incontro è andato bene, c'erano più di trenta persone, tutte coinvolte e interessate, buon risultato visto l'orario infelice e la giornata a metà settimana. Essendo all'interno dell'Università (Scienze Politiche), come prevedibile si è parlato più che altro del caso Alpi o della "curiosità" di trattare certi temi a fumetti.

Erano presenti anche amici come Bruno Olivieri (che ha scattato la foto qui su e quella qui sotto), avventuratosi da Cagliari per venirci a trovare, e Bruno Enna, un gentleman. E un altro vero gentleman, non smetterò mai di dirlo, è Emiliano Longobardi, che mi ha ospitato, scarrozzato e trattato da signore, e a cui va il mio pubblico ringraziamento, mentre a voi lettori va il mio sguardo truce.

21 marzo 2008

Riccione


Ieri ricorreva il 14° anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. L'associazione Ilaria Alpi mi ha invitato a Riccione, dove ha sede, per un incontro con alcuni studenti riguardo il giornalismo a fumetti in generale e il libro in particolare. L'incontro è andato bene: i ragazzi erano curiosi e interessati, i docenti soddisfatti, anche le ultime file si sono zittite quando l'azione intimidatoria di un prof è andata a buon fine. Il giorno prima ho reincontrato Paolo Guiducci (di Fumo di China), che mi ha intervistato per una radio locale e ho girato un po' per Rimini. Devo ringraziare Barbara, Sara, Elisa e Bea per l'ospitalità e per avermi scarrozzato a destra e a sinistra, oltre ovviamente per l'invito e l'organizzazione dell'incontro.

4 marzo 2008

Back from Mantova



Sono tornato ieri, nel tardo pomeriggio, e non sono riuscito a fermarmi a dovere. L'esperienza è stata massacrante e divertente, formativa e lusinghiera, costruttiva e sfiancante. Le conferenze mi pare siano andate bene. Ricevere i complimenti da gente come Altieri, Faraci, Cammo e Ambrosini mi ripaga delle ore passate dentro la sala conferenze a parlare ininterrottamente col massimo della concentrazione (grazie a Gennaro, almeno fino a sabato visto he Meridiana gli ha anticipato il volo). Anche la temuta conferenza finale sulle graphic novel, nonostante risentissi della stanchezza e del mal di testa commettendo qualche piccolo errore, credo sia andata bene. Ovviamente, non si è andato a parare da nessuna parte, e ovviamente non tutti hanno parlato con lo stesso spazio. Ma sono contento. Grazie a Franz e Sara per avere creduto in me anche stavolta, e grazie a persone come Marko e Jelena Djurdjevic (nella foto), Simone Bianchi, C.B. Cebulski, superospiti ma anche superpersone. Sono quelli con cui ho avuto occasione di chiacchierare di più e devo confermare quanto sentito in giro sul loro conto (tranne che per Simo che conoscevo già): gente davvero in gamba nel proprio lavoro, divertente e amabile.
Evito la trafila di saluti perché ovviamente anche stavolta dimenticherò qualcuno, ma fate finta che l'abbia fatto.

8 dicembre 2007

Catania


Sono tornato ieri da Catania, dopo quell'incontro all'Università di cui vi dicevo. Devo dire che è andato bene: in poco tempo ho condensato una breve introduzione al fumetto come mezzo di comunicazione, ho fatto una lezioncina sul fumetto di realtà e sul giornalismo a fumetti, da Eisner a Sacco, e poi sono passato a Ilaria Alpi, alla mia esperienza sulle fonti, la documentazione e la ricostruzione. Proprio quando il pubblico (praticamente tutto composto di giovani studenti universitari) stava ingranando con le domande, abbiamo dovuto chiudere l'incontro, ma sono soddisfatto. Merito dell'impeccabile Nadia Rosso, che ha organizzato la cosa per conto della Dante. La sera stessa ho azzannato una bistecca di carne di cavallo al sangue grossa quanto un braccio. Mi piace molto, ma da queste parti della Sicilia non si usa molto.

Il giorno dopo abbiamo girato per Catania insieme a Nadia e al suo ragazzo, Fabio: brava gente conosciuta sul forum di CUS e col tempo diventati collaboratori del sito e oserei dire ormai amici.

Non conoscevo granché la città. A Catania ci sono stato sempre di passaggio, e devo dire che quello che ho visto mi è piaciuto. Non sarà maestosa come Palermo, ma la sua "forma" (scende a valle dalle pendici dell'Etna, che la domina, fino al mare) gli dà una sua identità. E' piena di chiese barocche bellissime. Sente meno l'influenza araba della Sicilia occidentale (forse le prove sono state annientate dai terremoti?) e ha un centro storico con una superficie pedonale effettivamente superiore a quella di Palermo.
Mi è rimasto impresso il Monastero dei Benedettini: tanto ricco esternamente quanto sobrio nei suoi grossi corridoi. Oggi è sede di lezioni universitarie e convegni, ma i suoi balconi sono davvero strepitosi. Le foto che vedete qui sono state scattate lì, tranne quelle della conferenza, che si è tenuta in un convitto risalente al '700, bellissimo e con una struttura circolare modernissima.