...mi sono spostato a questo link: thewarbulletin.com.
Ci vediamo di là.
20 gennaio 2012
16 dicembre 2011
Trasloco!
Dopo anni di onorata carriera su blogger, traslochiamo tutto il blog su una piattaforma Wordpress e con un indirizzo nuovo nuovo. Ci vediamo su thewarbulletin.com.
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Marco Rizzo
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10 dicembre 2011
Nel frattempo, su L'Unità...
...si parla finalmente di Que viva el Che Guevara con una ricca galleria di immagini. Il blog Taubeta tra l'altro dedica una lusinghiera recensione al nostro volume.
Sempre sull'Unità.it, vi segnalo un restyling grafico e di impostazione dei vari blog, compreso il mio "Mumble Mumble". Dopo l'update con il fumetto leggibile on line "U Mammaddrau", ho scritto un articolo sulla recente polemica a distanza su Alan Moore e Frank Miller a proposito del movimento Occupy Wall Street.
Sempre sull'Unità.it, vi segnalo un restyling grafico e di impostazione dei vari blog, compreso il mio "Mumble Mumble". Dopo l'update con il fumetto leggibile on line "U Mammaddrau", ho scritto un articolo sulla recente polemica a distanza su Alan Moore e Frank Miller a proposito del movimento Occupy Wall Street.
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30 novembre 2011
I mostri del fango
Nel mio blog su L'Unità ho pubblicato il fumetto "U Mammaddrau" che io e Lelio abbiamo realizzato per l'edizione di due anni fa di Futuro Anteriore, la collettiva (con albetto) organizzata dal CFAPAZ e dal Comicon di Napoli. Potete leggerlo gratis e magari poi fermarvi un attimo a pensare quanto sia rimasto tristemente attuale.
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23 novembre 2011
Supermarket Mafia da oggi in libreria
È uscito oggi.
E siamo a quota quattro libri in un anno: Gli Ultimi giorni di Marco Pantani a febbraio, Primo a marzo, Que viva el Che Guevara in ottobre. E adesso questo libro-inchiesta (che saggio sembra una cosa pesante, libro-inchiesta ci fa sentire tutti un po' savianesi, voi che leggete e noi che scriviamo).
Come ho fatto a pubblicare tanto in un anno? Si deve a un certo allineamento delgi astri, qualche botta di culo, parecchie serate davanti al computer sacrificando il sonno, e un po' di preparazione in anticipo (Primo e Pantani, ad esempio, erano praticamente pronti a fine 2010).
Sarà di conforto per i portafogli dei miei fan e per la pace interiore dei miei detrattori che ci vorrà un po' prima del prossimo libro. E mentre voi tirate un sospiro di sollievo, qui si comincia con la promozione! E debuttiamo in casa, sabato 3 dicembre, alle ore 17:30, alla Libreria Giunti di Trapani (in via Torrearsa... 'a loggia, per intenderci). Modererà l'amico Giacomo Di Girolamo, autore proprio oggi di una bella lettera aperta, da giornalista in trincea, che vi invito a leggere.
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16 novembre 2011
La notizia del giorno
Mi pare non sia accaduto niente di rilevante oggi, quindi mi limito a segnalarvi che finalmente ho tra le mani le prime copie del mio primo saggio che mi ricorda il mio primo lavoro (quello del giornalista, perbacco). Si chiama Supermarket Mafia e lo pubblica Castelvecchi nella nuova e rampante collana RX. Tutti gli altri lo troveranno nelle librerie di tutta l'Italia deberlusconizzata a partire da mercoledì 23 novembre.
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12 novembre 2011
Per un momento epico ci vuole un...
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7 novembre 2011
Peppino Impastato spiegato ai francesi (encore)
Torno a segnalare ad amici e simpatizzati alcune recensioni che le riviste del settore d'Oltralpe hanno dedicato a Mafia Tabloids - L’histoire vraie d’un journaliste face à la Cosa Nostra, titolo ad effetto che l'editore Ankama ha saggiamente e per ovvi motivi deciso di affibiare al nostro Peppino Impastato - Un giullare contro la mafia. Si sa che anche un bel titolo, per quanto magari per noi non sia l'ideale, permette che un libro venga venduto... altrimenti resta sui banconi degli stand e sugli scaffali delle librerie, e non si potrà mai né apprezzare né detestare. E da quello che ci dicono i nostri editori francofoni, Mafia Tabloids sta andando molto bene!
Ridondanti parentesi frivole a parte, ecco le recensioni su Wmaker.net e sul blog TheCapedGamer.com, e qui sotto, la scansione di un articolo uscito sul numero di ottobre della rivista dBD. Cliccaci che s'ingrossa.
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6 novembre 2011
Primo colpisce ancora
...e in particolare colpisce l'attenzione de Lo Spazio Bianco, uno dei più seri, ricchi, stimati siti del settore, che ultimamente tra l'altro ha regalato chicche come le varie Top 11, le recensioni a fumetti e un enorme speciale sui Fantastici Quattro.
In mezzo a tutto questo e altro ancora, c'è spazio per un approfondimento firmato Davide Occhicone su Primo, fumetto scritto da me e disegnato da Lelio Bonaccorso e pubblicato qualche mese fa da Edizioni BD.
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2 novembre 2011
Peppino Impastato spiegato ai francesi
Numerosi esperti di relazioni internazionali e i maggiori diplomatici europei concordano ormai sul fatto che Sarkozy, in quella ormai celebre occasione ridereccia davanti la stampa mondiale, aveva sorriso perchè felice per l'edizione francese di Peppino Impastato - Un giullare contro la mafia. E fa bene a essere contento, perchè le recensioni di Mafia Tabloïds - L'histoire vraie d'un journaliste face à la Cosa Nostra sono tutte piuttosto positive quando non entusiastiche. In attesa di altre critiques e di alcune scansioni da riviste, vi segnalo questi link, comprese le recensioni meno generose.
Più che altro, le critiche negative sottolineano che alcuni passaggi sono poco chiari senza leggere gli extra. Di certo, alcuni dettagli sono stati volutamente omessi dall'edizione italiana per precise scelte narrative: ad esempio la lunga storia giudiziaria, difficile da raccontare e forse noiosa da leggere. Altri in effetti rappresentano una base di conoscenza che noi abbiamo e all'estero no, problema su cui abbiamo ragionato sia noi autori, sia Beccogiallo, sia gli editori esteri. Eppure, pur senza scendere nei dettagli (sullo sfondo storico ad esempio), credo che la storia di Peppino sia comunque comprensibile e illuminante. E per fortuna, lo pensano in molti :)
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26 ottobre 2011
Que viva el Che Guevara, il giorno delle risposte
Oggi arriva ufficialmente in tutte le librerie del regno Que viva el Che Guevara, ultima fatica mia e di Lelio Bonaccorso, per Beccogiallo.
A questo link potete trovare un'anteprima delle prime tre pagine del fumetto, mentre posso comunicarvi che la prima presentazione si svolgerà venerdì 28 ottobre alle 18:00 al Torre Pali WebCafé di Trapani (in via Ammiraglio Staiti 73), con moderatore l'ottimo Giacomo Di Girolamo. Seguirà una presentazione alla Feltrinelli di Palermo (in via Cavour), il 4 novembre alle 18:00, in cui troverete sia me che Lelio, stavolta con la giornalista Antonella Lombardi.
Prevedendo alcune delle solite, trite e ritrite domande che mi vengono fatte specie dal lettore di passaggio, in queste occasioni, ecco alcune comode, antipatiche e agili risposte da darsi:
- Sì, esce in tutte le librerie, comprese quelle on line. Se la libreria non ce l'ha, può ordinare una copia per te.
- Esce anche in fumetteria, vale come sopra: se tra i Naruti e gli Uomini Ragni non lo trovi, chiedi al fumettaro di ordinarlo e metterlo da parte. E magari di ordinarne qualcuna da esposizione.
- Sì, davvero, si trova in libreria: non dovrai comprarlo solo on line nè ho pagato mille euro all'editore che in cambio mi ha dato 200 copie da regalare agli amici. So che oggi sembra strano, ma normalmente non funziona in quel modo.
- Io ho scritto la sceneggiatura, Lelio ha fatto i disegni. Il fumetto è in bianco e nero con una parte a colori. Se mi dovessi chiedere perché non è tutto a colori, potrei risponderti, allora perché non tutto in bianco e nero? La verità è che siamo democristiani dentro.
- La sceneggiatura non significa che ho scritto le parole dentro le nuvolette. Cioè, sì, ho scritto anche quelle nel testo della sceneggiatura, oltre alla descrizione delle scene, e poi un letterista (figura apposita in questo caso magistralmente ricoperta da Maurizio Clausi) disegna le nuvolette e ci ficca dentro il testo.
- No, non è un fumetto "di ridere".
- No, non c'è traccia di Dylan Dog nel fumetto.
- No, non è disegnato al computer (ma scritto sì, pensavi usassi una macchina da scrivere?).
- No, non è un'apologia del Che. Ma meglio leggerlo prima di pensarlo.
- Sì, se proprio vuoi, puoi dire che è "un graphic novel"...
- Sì, se proprio vuoi, puoi dire che è "un graphic novel"...
- No, non sarò a Lucca Comics ma Lelio sì. Beccogiallo ha pubblicato gli orari in cui potete trovarlo allo stand, chiedergli disegnini, comprare il libro (le due cose sono strettamente collegate) o semplicemente dirgli ciao.
- No, non ti regalo una copia del libro.
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18 ottobre 2011
In mostra a Palermo
A partire da oggi pomeriggio fino al 22, a Palazzo Jung a Palermo, sono in mostra delle tavole originali da molti fumetti che ho sceneggiato, compresi Ilaria Alpi (disegni di Francesco Ripoli), Peppino Impastato, Gli ultimi giorni di Marco Pantani e Que viva el Che Guevara (in anteprima, con le tavole di Lelio Bonaccorso) e Mauro Rostagno (disegni di Giuseppe Lo Bocchiaro, coscritto con Nico Blunda). L'esposizione (organizzata dall'Associazione Palermo Fumetto con il patrocinio della Provincia) è alla sua terza fase, dopo avere ospitato i lavori dei ragazzi della Scuola del Fumetto di Palermo e le tavole di siciliani doc che lavorano per le grandi case editrici americane come Rob Di Salvo, Gianluca Gugliotta e Aurelio Mazzara. Per chi volesse passare per un saluto ci vediamo lì intorno alle 17:00. Altre info a questo link.
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14 ottobre 2011
Mauro Rostagno raccontato da noi e da Maddalena
In occasione dell'uscita di Il suono di una sola mano - Storia di mio padre Mauro Rostagno, Repubblica ha parlato nell'edizione di Palermo del libro di Maddalena e anche del nostro Mauro Rostagno - Prove tecniche per un mondo migliore. L'articolo, bello e lungo, è scritto dal professore Giuseppe Barbera, uno di quelli che Mauro lo ha conosciuto davvero, con cui ha combattuto, e che ancora oggi si batte per una Sicilia migliore, e bella come dovrebbe essere. Descrive il nostro libro come "Piacevole come un fumetto d'avventura, efficace e documentato come una biografia politica". Potete leggere l'articolo a questo link. Invece sul mio blog per L'Unità poche settimane fa ho recensito il libro di Maddalena.
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7 ottobre 2011
Que viva el Che Guevara su Emergency
E, il mensile di Emergency ospita nel numero di questo mese una ricca anteprima da Que viva el Che Guevara. Il fumetto, intanto, è entrato nelle rotative qualche giorno fa e posso confermare la data d'uscita ufficiale: il 26 ottobre. Per restare aggiornati e sbirciare anteprime vi invito a visitare questa paginetta qua.
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5 ottobre 2011
Que Viva el Che Guevara - il trailer!
Il book-trailer per Que Viva El Che Guevara, la graphic novel scritta da me e disegnata da Lelio in uscita a fine ottobre per Beccogiallo. Per questo gioiellino dobbiamo ringraziare Gianluca Vecchio e i ragazzi della Triskelion Film Company!
3 ottobre 2011
Immagini della memoria
Qualche settimana fa Repubblica Palermo ha denunciato, su segnalazione di Giovanni Impastato, lo stato di degrado e abbandono in cui versa il casolare semi diroccato in cui fu assassinato Peppino.
Era triste e ingiusto che lì dove il giovane rivoluzionario che abbiamo raccontato in Un giullare contro la mafia ci ha lasciati ci fossero cumuli di spazzatura, siringhe e preservativi. Oggi, le istituzioni si sono mosse e ieri è arrivata la notizia che il bene verrà acquistato dal Comune (è di un privato) e adibito a museo. Per sensibilizzare ulteriormente sulla vicenda, Lelio ha portato a termine un progetto che gli passava per la testa da un po'. Ha radunato decine e decine di amici disegnatori e con l'aiuto di una giovane e in gamba giornalista di Repubblica, Adriana Falsone, ha proposto una galleria on line per il sito del giornale. L'iniziativa è stata segnalata anche sulle pagine del cartaceo.

Ora quella galleria, che si va ampliando giorno dopo giorno e che rischierebbe di finire nel limbo delle notizie di ieri, è stata raccolta in un blog lanciato dallo stesso Lelio. Lo trovate a questo link e vi trovate contributi, assolutamente gratuiti e sentiti, di gente del calibro di Gianni Allegra, Ausonia, Claudio Stassi, Sergio Algozzino e Mauro Biani, solo per citarne alcuni. E quando sarà pronto il museo nel casolare restaurato e restituito alla cittadinanza, ci sono già i contatti perché Casa Memoria Impastato ospiti una permanente di quelle opere nella nuova struttura.
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Marco Rizzo
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29 settembre 2011
Peppino Impastato in Francia
A volte, i casi della vita... Era un'edizione di Mantova Comics, mi pare proprio l'ultima. In una di quelle cene collettive tra staff e organizzatori, tavolate dove ci si incontra tra buoni amici/colleghi e perfetti sconosciuti, capito proprio davanti a Audrey Bonnemaison. Nonostante le migliori intenzioni, si finisce sempre a parlare di lavoro. E tu cosa fai? E posso vedere i tuoi fumetti? E cos'altro hai in programma? L'amico Diego Malara (che nelle sue recensioni su XL come in privato si è sempre complimentato per i miei fumetti), seduto al mio fianco, mi invita a mettere da parte il pudore e mostrare alla simpatica editor francese qualcosa di mio. Ovviamente, non giravo con libri appresso... ma santo Steve Jobs mi viene in aiuto, e riesco a mostrarle dal mio iPhone qualche tavola di Peppino Impastato - Un giullare contro la mafia. Dicendole che non siamo riusciti a vendere il titolo sul mercato francese (ma a un editore olandese invece sì) e ci dispiaceva molto vista l'importanza di quel comicdom e la nostra convinzione sulla qualità del titolo. "Troppo localistico", ci dicevano alcuni editor. Era proprio quello invece il punto di forza che vi trovava Audrey. A maggior ragione perché la collana che cura per l'editore Ankama, Hostile Hollster, vuole sì parlare di mafia - essendo ufficialmente incentrata sul noir - ma con punti di vista insoliti e diversi. Specie se si parla di mafia italiana. Poi le ho raccontato la storia di Peppino, e oltre a essere rimasta affascinata dal tratto di Lelio, ha compreso la forza universale del messaggio del nostro rivoluzionario, la grandezza della sua ribellione locale e familiare, l'innovazione della sua lotta tramite l'ironia e la satira. Dopo qualche scambio di mail e il coinvolgimento di Lelio e Beccogiallo, oltre ovviamente che di tutto l'ottimo staff di Ankama, l'accordo si è concluso. E questa storia si concluderà esattamente a fine ottobre, quando sugli scaffali delle fornitissime (e rispettosissime) librerie d'oltralpe arriverà Mafia Tabloïds - L’histoire vraie d’un journaliste face à la Cosa Nostra, che certamente spiccherà grazie alla bella grafica e alla splendida e tetra copertina inedita del messinese.
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Marco Rizzo
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Roba mia
27 settembre 2011
Que viva el Che Guevara, la copertina
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Marco Rizzo
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Roba mia
26 settembre 2011
Sergio Bonelli
In una giornata già triste perché si ricorda e commemora l'omicidio di Mauro Rostagno, ricevo la notizia della morte di Sergio Bonelli, il papà della nostra fantasia, lo zio saggio e vivace del fumetto italiano. E il magone allo stomaco mi porta alla mente due ricordi. A otto anni, sul divano in casa di mio zio, mentre leggo per la prima volta Tex, qualcosa di completamente diverso dagli eroi Marvel , da Topolino o dal Corrierino. E l'anno scorso a Mantova Comics, quando dopo una conferenza che avevo moderato e a cui aveva assistito in prima fila mi avvicinò a mi disse: "Tu sei uno bravo e che si fa il mazzo, si vede. Bravo". Emozionatissimo, trovai la forza di chiacchierare, dopo avere balbettato un grazie. Lui, proprio lui, che si complimentava con me, ultima ruota del carro. Venni a sapere che era normale: la sua disponibilità e gentilezza verso tutti, senza prime donne o salamelecchi. Fu una delle poche volte che parlammo, e mi dispiace tantissimo che non ce ne potranno essere altre. Scrissi su Facebook: "Commosso
stringo la mano a Sergio Bonelli e lo ringrazio per il supporto di ieri e
di oggi, mentre lui indossa il suo cappello da cowboy, sale a cavallo, e
si avvia al tramonto verso le praterie lombarde".
Lo vedo ancora così, in una cavalcata infinita, verso l'Amazzonia.
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22 settembre 2011
Manuela Arcuri e gli eroi dei nostri tempi

Rilancio qui un pezzo pubblicato pochi giorni fa nel mio blog su L'Unità.it. Cliccate qui per vedere la pagina, con tanto di vignetta di Giuseppe Lo Bocchiaro.
La scorsa settimana, stava per avvenire uno di quegli strani cortocircuiti mediatico-culturali a cui ci stiamo forzatamente abituando: la strabordante attrice Manuela Arcuri rischiava di trasformarsi lentamente in un’eroina dell’anti berlusconismo. Quando ci si era fermati a quel “no” rivolto al mammasantissima Silvio, tutti cominciavano a pensare che la bella Manuela nascondesse quell’orgoglio di un’Italia che - appunto - sa dire no a raccomandazioni, svendite del proprio corpo, ingiustizie. Già me la vedevo, ospite dei salotti buoni della sinistra (televisivi e non), idolatrata come la nuova Serracchiani, opinionista de Il Fatto Quotidiano. Ci sarebbe quasi da farle una statua... ah, no, nell’Italia delle vittime di mafia negate ci sta già una stata alla Manuelona. In verità, come spesso accade e come s’è scoperto pochi giorni dopo, dopo quel no c’era un “ma”. “Prima vedere cammello”, pare abbia detto la Manuela a Berlusconi tramite il “presunto pappone” Tarantini. Prima la conduzione di Sanremo, poi lo ius primae noctis al potente. Manuela arcuri non è un’amazzone, una suffragetta, una Wonder Woman de noantri. È una di quelle persone che “prima vogliono vedere il cammello”, furba tra i furbi. Da quello che si evince da questi fattacci, è scaltra tra gli scaltri, nella maniera del “frego il prossimo prima che freghi me”... e si potrebbero usare altri sinonimi più volgari ma più azzeccati.
In questa storia, non ci sono eroi. Né tanto meno “eroi popolari”, come ha definito ieri Ferrara nel suo Radio Londra l'amico Berlusconi. Ci sono solo miserie e bassezze, povertà intellettuali e d’animo. Non ci sono gli eroi di Zola, Verga o Dickens. C’è la povertà di Tarantini, che per mantenere il suo tenore di vita, porello, deve ricevere 20 mila euro al mese dal benefattore Berlusconi (più una tantum di 500 mila!). Ci sono cumenda e servi, deputati annebbiati e direttori di rete compiacenti, ragazzine viziate cresciute a pane e Non è la Rai, aspiranti miss "qualunque cosa" e private di valori come l’onore (inteso nel senso del rispetto di sé) da 30 anni di rincoglionimento da Tv commerciale. Ci sono procuratori che ritardano le indagini, capi di stato che ci deridono o che ne approfittano, avvocati pronti a negare l’evidenza con ogni magheggio, giornalisti che scavano nel sempre più torbido e altri che si appellano alla contorta figura del “dandy” per definire puttanieri malati di sesso. C’è un insieme di gentaglia da torbidi Night Club di provincia che non è qualificata per governare un paese in alto mare.
Non ci sono eroi in questa storia. Solo squallide comparse di un’Italia - ahinoi - troppo vera.
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Marco Rizzo
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