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14 ottobre 2011

Mauro Rostagno raccontato da noi e da Maddalena

In occasione dell'uscita di Il suono di una sola mano - Storia di mio padre Mauro Rostagno, Repubblica ha parlato nell'edizione di Palermo del libro di Maddalena e anche del nostro Mauro Rostagno - Prove tecniche per un mondo migliore. L'articolo, bello e lungo, è scritto dal professore Giuseppe Barbera, uno di quelli che Mauro lo ha conosciuto davvero, con cui ha combattuto, e che ancora oggi si batte per una Sicilia migliore, e bella come dovrebbe essere. Descrive il nostro libro come "Piacevole come un fumetto d'avventura, efficace e documentato come una biografia politica". Potete leggere l'articolo a questo link. Invece sul mio blog per L'Unità poche settimane fa ho recensito il libro di Maddalena.


3 ottobre 2011

Immagini della memoria



Qualche settimana fa Repubblica Palermo ha denunciato, su segnalazione di Giovanni Impastato, lo stato di degrado e abbandono in cui versa il casolare semi diroccato in cui fu assassinato Peppino.
Era triste e ingiusto che lì dove il giovane rivoluzionario che abbiamo raccontato in Un giullare contro la mafia ci ha lasciati ci fossero cumuli di spazzatura, siringhe e preservativi. Oggi, le istituzioni si sono mosse e ieri è arrivata la notizia che il bene verrà acquistato dal Comune (è di un privato) e adibito a museo. Per sensibilizzare ulteriormente sulla vicenda, Lelio ha portato a termine un progetto che gli passava per la testa da un po'. Ha radunato decine e decine di amici disegnatori e con l'aiuto di una giovane e in gamba giornalista di Repubblica, Adriana Falsone, ha proposto una galleria on line per il sito del giornale. L'iniziativa è stata segnalata anche sulle pagine del cartaceo.


Ora quella galleria, che si va ampliando giorno dopo giorno e che rischierebbe di finire nel limbo delle notizie di ieri, è stata raccolta in un blog lanciato dallo stesso Lelio. Lo trovate a questo link e vi trovate contributi, assolutamente gratuiti e sentiti, di gente del calibro di Gianni Allegra, Ausonia, Claudio Stassi, Sergio Algozzino e Mauro Biani, solo per citarne alcuni. E quando sarà pronto il museo nel casolare restaurato e restituito alla cittadinanza, ci sono già i contatti perché Casa Memoria Impastato ospiti una permanente di quelle opere nella nuova struttura.

13 luglio 2011

Supermarket Mafia



Si chiamerà Supermarket Mafia - A tavola con Cosa Nostra. Non è un libro di ricette particolarmente indigeste. Non è una guida Michelin su Corleone o Secondigliano. Non è un libretto di istruzioni per montare solo le cucine comprate all'Ikea di Catania. È un saggio scritto da me medesimo, con il contributo di un po’ di gente tanto in gamba che svelerò più avanti, e uscirà a fine 2011 per la gloriosa casa editrice romana Castelvecchi. Il libro prende spunto dall’inchiesta sul “Re Mida dei supermercati” Giuseppe Grigoli che ho seguito qualche anno fa, quando facevo meno fumetti e più giornalismo, e studia le infiltrazioni delle mafie nella filiera ortofrutticola, dalla raccolta agli scaffali. C’è veramente tanta roba, ci lavoro da mesi ed è - per quanto mi risulta - il primo libro totalmente incentrato su questo tema. Quindi, auguratemi buona fortuna e incrociate le dita per me. Io, di mio, posso tenervi aggiornati sulla lavorazione e la data di uscita definitiva, che scrivere con le dita incrociate non è per niente facile.

26 aprile 2011

Una Piazza a Rostagno per svegliare Trapani



Ieri l'ottimo Rino Giacalone da La Sicilia mi hanno chiesto un commento per un paginone su Mauro Rostagno nell'edizione di Trapani. Ho scritto, più che un editoriale, una proposta, apparsa sul giornale di oggi e che ripropongo qui di seguito. Se vi va di appoggiare l'idea, che pare abbia già destato attenzione sui social network, vi invito ad aderire al gruppo su Facebook.
“Gianni, inquadra quella munnizza”. “Ma è la stessa di ieri!”. “Appunto, così forse la tolgono.” Quando Mauro Rostagno percorreva il lungomare Dante Alighieri per farsi abbracciare dalla Piazza del Mercato del pesce, quando era ancora pulsante di vita, di odori e di sicilianità, riusciva a coglierne una bellezza nascosta sotto strati di munnizza. E così, il giornalista ammazzato dalla mafia nel 1988, sceglieva quello sfondo per molte delle sue interviste a quell’umanità varia e vera che bazzicava intorno ai lastroni di marmo e il ghiaccio.
Pezzi di colore che accompagnavano denuncie di storture, mafiosità e collusioni: un modello di lotta a Cosa Nostra irripetibile.
Eppure non mancarono le polemiche quando, nel 2002, il Comune di Trapani si decise a intitolare una via a Mauro Rostagno: una strada poco nota ai più, una traversa di via Marsala, a pochi chilometri da Xitta. Erano passati 14 anni dalla morte, un tempo troppo lungo per chi ritiene che il ricordo di Rostagno debba essere fonte di ispirazione, e dunque da custodire e coltivare, specie in una città smemorata come la nostra. O almeno, smemorata quando si tratta di questo tipo di celebrazioni. Invece fu necessario molto meno tempo per ribattezzare la città del Sale nella città della vela all’indomani dell’America’s Cup. E stando alle indiscrezioni di stampa, presto verranno incisi sul marmo i nomi di illustri militari dei Servizi Segreti dal passato inquietante. Ecco, mentre nel processo Rostagno emerge tutta l’ambiguità delle istituzioni, intitolare proprio quella chiazza alla memoria di Mauro potrebbe essere un segnale per dire da che parte sta Trapani. Un’occasione per testimoniare che questa non è la città che si tappa le orecchie mentre si muovono ingranaggi preoccupanti, ma è quella che ascoltava con religiosa attenzione e grande fiducia le parole di Mauro Rostagno. Sarebbe un segno di riconoscenza verso chi ha provato ad aprirci gli occhi, nonostante ancora oggi provino a bendarci. Con una vela, magari.

18 novembre 2010

Era circondato da lupi


...e i lupi lo hanno sbranato. E' una celebre citazione del capo della mobile di Trapani, Giuseppe Linares. Uno di quegli eroi quotidiani poco noti e molto blindati. Linares si riferiva a Mauro Rostagno, e oggi, dopo 22 anni, dopo depistaggi, menzogne, cattiverie, parte il processo a due di questi lupi, il mandante dell'omicidio, Vincenzo Virga, e a uno dei killer (UNO DEI), Vito Mazzara. Entrambi già in carcere per scontare pene riferite ad altri reati, ma entrambi principali, anzi direi unici, accusati dalla difesa traballante. Ma non c'è nulla da dare per scontato, nella storia giudiziaria di questo paese, come notizie recenti dimostrano.

Vi lascio a un ricco articolo dell'amico Rino Giacalone, e incrocio le dita per i prossimi mesi.

26 ottobre 2010

Mafia da serie A

Visto che la vicenda è stata citata da Deaglio nel corso della presentazione a Torino, recupero questo vecchio pezzo dell'aprile del 2009 che anche se non è aggiornatissimo dal punto di vista giudiziario riassume una vicenda molto molto interessante (e attuale). Gli atti, in ogni caso, restano sempre quelli. Per le evoluzioni del caso, tenete d'occhio i giornali, visto che il 28 maggio la Corte di Cassazione ha stabilito la riapertura del processo.


Una mafia da serie A

Marcello Dell’Utri e il boss trapanese Virga “salvati” dalla prescrizione di un vecchio caso. L’accusa? Niente poco di meno che estorsione ai danni dell’allora presidente della Pallacanestro Trapani.

Prima di essere la vela lo sport preferito dei trapanesi (anche se qualche dubbio, a 5 anni dall’America’s Cup siciliana, comincia a sorgere) era la pallacanestro a farla da padrone nella città della falce.
Il Trapani Basket, tra gli anni ’80 e i ’90, veleggiava glorioso verso l’A2, con una capatina nella A1 nella stagione ’91-’92. Erano gli anni dell’allenatore Giancarlo Sacco, del playmaker Ciccio Mannella, dell’americano Reginald Johnson, del presidente Vincenzo Garaffa. E del marchio sulle canotte della birra Messina, alcolico sulla cui qualità soprassediamo, ma che aveva un promoter unico: il boss Vincenzo Virga (quello dell’assassinio di Rostagno, della Calcestruzzi Ericina, dell’omicidio del giudice Giacomelli e altro ancora).
Virga, in verità, più che alla birra era interessato ai soldi: si era presentato sul posto di lavoro del presidente Garaffa per minacciarlo, chiedendogli la metà del miliardo e mezzo di lire della sponsorizzazione stipulata tra Birra Messina e Trapani Basket grazie alla società Publitalia. Quest’ultima non si sarebbe accontentata del 10% della somma, quanto pattuito per la mediazione, ma esigeva di più, e lo esigeva in nero. E a mandare quell’estortore eccellente a casa Garaffa, sarebbe stato l’altrettanto eccellente presidente di Publitalia, Marcello Dell’Utri. Stando all’ordinanza di custodia cautelare, dell’Utri avrebbe “posto in essere una serie di atti, tutti diretti in modo non equivoco a commettere il delitto di estorsione, non riuscendo a commetterlo per cause indipendenti dalla propria volontà”. Sempre secondo i magistrati, l’ex collega di università di Berlusconi inizialmente si sarebbe “solamente” prodigato in un paternale suggerimento verso Garaffa che sembra quasi uscito da un libro di Mario Puzo: “Io le consiglio di ripensarci, - avrebbe detto - abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione”. E davanti al rifiuto dell’imprenditore, avrebbe quindi usato il messaggero mafioso, che a Garaffa avrebbe ricordato di trovarsi lì per quel “debito” con gli “amici” milanesi.

Nell’ordinanza i giudici di Milano prevedevano inoltre che il procedimento si sarebbe potuto incastrare con un’altra avventura giudiziaria di Dell’Utri: il processo che lo vedeva accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, le cui indagini erano partite nel ’94 e che al momento è fermo alla condanna in primo grado del dicembre 2004.
Nelle imputazioni del Pubblico Ministero si legge che Dell’Utri avrebbe “concorso nelle attività di Cosa Nostra nonché nel proseguimento degli scopi della stessa, mettendo a disposizione l’influenza e il potere derivanti dalla sua posizione di esponente del mondo finanziario e imprenditoriale, nonché dalle relazioni intessute nel corso della sua attività”. Il Pm accusava Dell’Utri di avere “partecipato personalmente ad incontri con esponenti anche di vertice di Cosa Nostra”, “di avere provveduto al ricovero di latitanti” nonché di intrattenere rapporti continuativi con gente del calibro dei boss Stefano Bontade e Totò Riina e “l’eroico” Vittorio Mangano. Insomma, una serie di rapporti che parrebbe difficile giustificare (se confermati in ultimo grado di giudizio) anche dopo la recente sentenza della Cassazione che stabilisce che pranzare con un mafioso non è indice di gravi indizi di concorso esterno. Intanto aspettiamo trepidanti di conoscere l’opinione della Corte su cene e colazioni.

La denuncia dell’ormai ex presidente della società cestistica ha portato a un lungo processo, sullo sfondo di una carriera politica costellata per Dell’Utri di successi (tra cui la fondazione di Forza Italia) e altri procedimenti penali, e invece per Garaffa di un’esperienza al Senato arenatasi al seguito delle sfortune del Partito Repubblicano. La cattiva sorte di quest’ultimo ha accompagnato quella della squadra, che è giunta al fallimento nel ’97 in condizioni finanziarie tutt’altro che rosee.
Di tanto in tanto, le notizie delle sentenze scuotevano le due parabole (ovviamente una ascendente, l’altra discendente). A Milano i giudici accertarono il fatto e in primo grado (maggio 2004) e secondo grado (maggio 2007) condannando Dell’Utri e Virga a due anni per tentata estorsione. In Cassazione, però, il giudizio viene cancellato, e rimesso a un’altra sezione della Corte d’Appello di Milano, dove viene decisa la derubricazione del reato: non più estorsione, ma “minaccia grave”. Un reato per il quale i tempi della prescrizione sono molto più brevi.

E così, lo scorso 14 aprile, Virga (in carcere dal 2001) e Dell’Utri (in Parlamento dal 1996) sono stati prosciolti per prescrizione del reato. Tutti contenti? No: Dell’Utri ci tiene a ricorrere, definisce la sentenza “pilatesca” e vuole dimostrare in tribunale che nemmeno il reato di minaccia esiste; Virga dal carcere di Parma dichiara di voler fare ricorso per Cassazione (forse perché ci tiene alla propria nomea?). E, chiaramente, nemmeno Garaffa è contento del risultato. Anche perché, a conti fatti, la prescrizione in Italia sembra il traguardo di molti avvocati, specie dall’accorciamento dei tempi grazie alla legge “ex Cirielli”.

C’è un grave malinteso, nel nostro paese, sul significato del termine “prescrizione”. I giornali e i politici vorrebbero farci credere che la prescrizione corrisponda ad un’assoluzione, ossia alla determinazione di innocenza dell’imputato. Dopo averci martellato con la frase dal retrogusto dell’ossimoro “assolto per prescrizione”, siamo stati portati a credere che imputati eccellenti come Andreotti o Berlusconi abbiano “vinto”. In realtà, la prescrizione è una causa di estinzione del reato, che interrompe il processo a carico dell’imputato dopo che è trascorso un determinato lasso di tempo dal fatto, solitamente proporzionale alla gravità dello stesso, ma non esprime un giudizio o un’assoluzione. Lo scopo è dunque di evitare, in un sistema spesso ingolfato, che la macchina giudiziaria continui a impegnare risorse per la punizione di reati commessi a distanza di molto tempo (ovviamente, non si applica a reati di particolare gravità).
Sarebbe lecito per i cittadini coscienziosi restare nel dubbio, specie quando ad usufruire della prescrizione troviamo individui la cui morale desidereremmo intatta e la coscienza indubbiamente pulita. Quando deputati, senatori, ministri e premier collezionano prescrizioni come se fossero figurine dei calciatori - pardon, dei cestisti - mantenendosi in quel limbo tra innocenza e colpevolezza (non giuridica, per carità), ci si dovrebbe aspettare titoli in prima pagina e scene da Oscar nei telegiornali. Invece la prescrizione dei soliti reati - corruzione, estorsione, bancarotta fraudolenta, finanziamenti illeciti, etc - che sembrano quasi di moda in quel di Montecitorio è ormai prassi. Tanto da passare quasi inosservata, caso dopo caso. Come questo caso, che tra l’altro, non manca di affiancare il nome di una delle figure di spicco della seconda Repubblica a quello di uno dei mafiosi più noti e spietati degli ultimi trent’anni.
(articolo pubblicato originariamente su L'Isola Possibile dell'aprile 2009)

26 settembre 2010

Mauro è vivo

Ovviamente, questo è un anniversario speciale.



Vi ricordo gli appuntamenti di oggi.

25 settembre 2010

Rostagno, la vigilia



Domani, come ho già detto, ci sarà la prima presentazione ufficiale del nostro fumetto su Mauro Rostagno. A partire dalle 19 saremo a un tavolino con parecchie copie del libro (e qualche altro volume Beccogiallo, tra cui Ilaria Alpi e Peppino Impastato), e ci sarà ovviamente anche Giuseppe per i disegnini sui volumi. Se i magistrati hanno colto al balzo la palla per i loro annunci più o meno ufficiali, i giornalisti tornano a parlare del caso Rostagno dedicando ampio spazio al nostro volume. Posso solo essere contento se ancora una volta permettiamo di offrire un punto di vista diverso ai colleghi sui personaggi che abbiamo trattato. Oggi, ad esempio, La Repubblica Palermo dedica ben due pagine a Mauro e al nostro libro. Un bell'articolo dove si ripercorre la vita di Rostagno con parallelismi con il libro e qualche mia considerazione, a firma di Adriana Falsone, che tra l'altro modererà l'incontro previsto alla Feltrinelli di Palermo per l'8 ottobre. Anche La Sicilia nell'edizione di Palermo-Trapani ha parlato del volume, anche se con un pezzo che ho trovato un po' superficiale (sia per la presenza di un virgolettato che non ho mai dato, sia per altre "piccolezze", come l'avere scritto che Rostagno era iscritto al PCI...). Ma tant'è, dovrei sapere come funziona il mondo del giornalismo. Intanto, sono felice che se ne parli sulla carta stampata, e che anche le televisioni stanno dedicando un po' di spazio a Mauro e al nostro fumetto. Oggi Vincenzo Mollica lo ha segnalato nel corso di Do Re Ciak Gulp (e così fanno tre libri miei su tre, citati dal buon Vincenzo) e lunedì sera sarò a TG3 Linea Notte per parlarne.

Ma più di ogni articolo, qualunque sia la firma o la fattura, la cosa che ci sta compiacendo di più a pochi giorni dall'uscita del libro è sentire le parole di chi ha conosciuto e amato Mauro e lo ha riconosciuto nella nostra versione: i suoi sorrisi, le sue battute, le sue movenze, il suo sguardo e il suo pensiero. Come di sua figlia Maddalena, che ha scritto un bel pezzo per il Gruppo Abele.
Questo è l'onore più grande e il traguardo più difficile. Grazie.

21 settembre 2010

Rostagno, il processo si fa



Stamattina l'Ansa ha ripreso un pezzo di Riccardo Arena per il Giornale di Sicilia, dove (credo non ufficialmente) viene affermato che si farà l'atteso processo all'ex-boss di Trapani, Vincenzo Virga, e al killer Vito Mazzara. Anche se è tutto da vedere (visti i tempi lunghi a cui abbiamo assistito finora) mi sembra una buona prospettiva, per quanto mi faccia sempre storcere il naso che notizie come questa arrivano sempre all'alba dell'anniversario.

Nel frattempo, vi segnalo la conferma della seconda presentazione, ancora una volta a Trapani, nella storica Libreria del Corso di via Vittorio Emanuele 61, il giorno 1 ottobre alle 18:30.

7 settembre 2010

Mauro Rostagno - Prove tecniche per un mondo migliore

Il bel titolo è un'idea di Guido Ostanel e Federico Zaghis, le due menti dietro Beccogiallo.
La copertina qui sotto è sempre di Giuseppe Lo Bocchiaro. Io e Nico Blunda, come sapete abbiamo scritto la sceneggiatura. Adriano Sofri ha scritto una lunga e intensa prefazione, mentre Benedetta Tobagi si è avvicendata nella postfazione, regalandoci dei ricordi splendidi e delle considerazioni brillanti. C'è il solito "dietro le quinte", la consueta (e lunghissima) Cronistoria, ma anche un'intervista a Rino Germanà di Andrea Cottone e una a Chicca Roveri e Maddalena Rostagno, rispettivamente compagna e figlia di Mauro, realizzata da me.
Esce il 22 settembre in tutte le librerie (e nelle fumetterie coscienziose), è facilmente prenotabile dovunque e sarà certamente acquistabile sulle librerie on line.
Costa 16,50, è in bianco, nero, arancione e rosso, ed è piuttosto lungo: 208 pagine.
Ma dentro c'è davvero tanto: è un fumetto lungo, molto parlato, piuttosto ambizioso. C'è una vita piena, densissima di fatti e di parole, vengono riportati scritti, discorsi e interventi in video, ci sono le lotte del '68, c'è l'amore libero, c'è la cultura libera, la nascita di Lotta Continua, c'è Calabresi, Pinelli, Moro, la fondazione di quel centro sociale atipico che era Macondo, ci sono i sannyasin, gli "arancioni", c'è Saman e le vite che salva quella comunità, c'è la lotta alla mafia con la TV, le inchieste e gli scoop, e il sacrificio di un uomo straordinario.

Spero vi piaccia.
Ah, c'è anche l'evento su Facebook.

29 agosto 2010

L'ultima pagina



Ho appena finito di scrivere l'ultima pagina del volume su Mauro Rostagno che troverete in libreria tra un mese. L'ultima che mi tocca scrivere, per la verità, visto che il secondo epilogo è affidato - nel segno dell'alternanza che abbiamo gestito sin dall'inizio - al mio prode pard Nico. Ma mi piace pensare che abbia a maggior ragione un senso il fatto che abbia scritto, inevitabilmente tra i singhiozzi, del funerale di Mauro, perché mi imprime un senso di "conclusione" a questa avventura (che in verità, prima della stampa non può definirsi conclusa, senza parlare delle presentazioni in giro che stiamo già pianificando). Quando è iniziata poco meno di un anno fa, vivevo a Torino da un anno (la città dove Rostagno è nato), avevo una situazione lavorativa, sentimentale, umorale ben diversa. Oggi sono tornato a Trapani, la mia città, quella a cui Mauro ha dedicato gli ultimi anni di vita e che l'ha amato e ammazzato, e negli ultimi mesi ho ritrovato un equilibrio su tanti fronti. La costante della presenza di questo libro continuamente in crescita con le sue 120 tavole mi ha accompagnato, confortato e forse anche indirizzato, specie nella decisione di tornare in Sicilia, per provare a fare la mia parte ancora una volta più attivamente. Anche con questo libro.

PS: Il disegno qui su è come al solito di Giuseppe Lo Bocchiaro, che ha dato l'idea di dedicare oggi questa immagine a Libero Grassi.

18 giugno 2010

31 maggio 2010

Peppino Impastato a Sarzana (SP)

Mi riaffaccio alla vita blogghesca (mentre ammetto che mi muovo ancora tra FB e Twitter) per segnalare l'incontro previsto per venerdì 4 a Sarzana, in provincia di La Spezia, nell'ambito di "Libri per Strada", iniziativa culturale a cui collabora l'amico Daniele Pignatelli per quanto riguarda i fumetti. Ha invitato me e Lelio a parlare di Peppino Impastato, alle 21:30 a Piazza Luni, e sopratutto ha invitato anche Salvo Vitale, vecchio e caro amico di Peppino, che certamente fornirà come sempre una testimonianza forte e toccante.
Qui alcune informazioni e qui l'evento su Facebook!

10 gennaio 2010

Una strada non basta



Da LiveSicilia.it mi hanno chiesto un altro pezzo, sul valore della memoria. Un'occasione per replicare a certi commenti e luoghi comuni, e per rispondere a una domanda che mi viene chiesta nei vari incontri in giro per l'Italia: "Le commemorazioni bastano? O addirittura, servono?". I miei due modestissimi cents.

Non volevo allungare troppo il pezzo, ma due parole su Ponteranica ci sarebbero state. Voi 4-5 fedelissimi del blog sapete già come la penso, intanto.

Un estratto:

In molte città della nostra bella isola, e in particolare a Palermo, un “horror tour” è agevolato dai percorsi segnati dalle posizioni di targhe e altarini e vie dedicate ai martiri della mafia. Con fredda meticolosità, sembra che le targhette semi coperte dalle edere e gli obelischi che sovrastano le auto, siano disposti a monito sempiterno: “Noi siamo ancora qui, in mezzo a voi. Noi vi guardiamo, e non vi abbandoniamo”.

6 gennaio 2010

Buon compleanno Peppino/2



Ieri gli amici di LiveSicilia mi hanno chiesto un pezzetto su Peppino in occasione del compleanno... eccolo qua. Spero davvero che vi piaccia. (Il disegno qui su è - ovviamente - di Lelio ed è un dettaglio di una delle locandine usate Cinisi lo scorso 9 maggio)

5 gennaio 2010

Buon compleanno Peppino



Nubi di fiato rappreso
s'addensano sugli occhi
in uno stanco scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.

(Le poesie di Peppino Impastato sono raccolte nel volume intitolato "Lunga è la notte")

28 dicembre 2009

A Putia


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Storia: Marco Rizzo
Disegni: Lelio Bonaccorso
Precedentemente pubblicato su Resistenze, Beccogiallo, 2007.
Puoi leggere anche: Accade in Cina

30 novembre 2009

A ciascuno i propri eroi



Cioè, visto che ci tieni tanto, tienitelo stretto...

29 novembre 2009

Gli interrogatori


Sto leggendo roba interessante, in queste settimane: la solita tonnellata di documentazione per il prossimo libro Beccogiallo. E ci sono anche degli interrogatori particolarmente illuminanti. Così mi è tornato in mente che volevo segnalarvi che il compare Stassi ha pubblicato sul suo blog delle "trascrizioni a fumetti" dei colloqui di pentiti e imputati nell'ambito delle indagini sulla trattativa mafia-stato di cui si parla in questi giorni. Ve ne consiglio caldamente la lettura, così come vi consiglio di fare attenzione a quello che i politici dicono e i giornali dicono in questi giorni in cui si attendono alcune deposizioni...

18 novembre 2009

Peppino e Ilaria sabato a Rimini

Grazie anticipatamente all'Associazione Ilaria Alpi che ha voluto organizzare l'evento di sabato (insieme a Beccogiallo, CSA Grottarossa e IndipendenteMente). Lo stesso giorno vi ricordo che Lelio invece si troverà a Poggibonsi per l'interessantissima iniziativa Fumetti Antimafie.