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26 settembre 2011

Sergio Bonelli

 
In una giornata già triste perché si ricorda e commemora l'omicidio di Mauro Rostagno, ricevo la notizia della morte di Sergio Bonelli, il papà della nostra fantasia, lo zio saggio e vivace del fumetto italiano. E il magone allo stomaco mi porta alla mente due ricordi. A otto anni, sul divano in casa di mio zio, mentre leggo per la prima volta Tex, qualcosa di completamente diverso dagli eroi Marvel , da Topolino o dal Corrierino. E l'anno scorso a Mantova Comics, quando dopo una conferenza che avevo moderato e a cui aveva assistito in prima fila mi avvicinò a mi disse: "Tu sei uno bravo e che si fa il mazzo, si vede. Bravo". Emozionatissimo, trovai la forza di chiacchierare, dopo avere balbettato un grazie. Lui, proprio lui, che si complimentava con me, ultima ruota del carro. Venni a sapere che era normale: la sua disponibilità e gentilezza verso tutti, senza prime donne o salamelecchi. Fu una delle poche volte che parlammo, e mi dispiace tantissimo che non ce ne potranno essere altre. Scrissi su Facebook: "Commosso stringo la mano a Sergio Bonelli e lo ringrazio per il supporto di ieri e di oggi, mentre lui indossa il suo cappello da cowboy, sale a cavallo, e si avvia al tramonto verso le praterie lombarde".
Lo vedo ancora così, in una cavalcata infinita, verso l'Amazzonia. 

27 giugno 2011

Dieci cose che ho imparato su New York



Fa un effetto strano girare per New York City. Una mia amica newyorchese ha apprezzato questa mia metafora: é come vedere finalmente dal vivo un quadro che si é visto mille volte riprodotto su carta, al cinema o in televisione. Quando la si vede con i propri occhi, c'é una strana sensazione di familiarità, eppure non si conosce praticamente nulla.
Chi é cresciuto a pane e cultura americana, specie se come me appassionato di certi film, certa letteratura, certa musica e certi fumetti, riconoscerà strade e palazzi, e persino facce, ma li vivrà certamente in maniera inedita, insolita.
Ecco dunque dieci consigli/sensazioni/esperienze, per cui devo ringraziare, oltre alla guida Lonely Planet, le amiche Leda e Danielle (oltre che ovviamente la mia straordinaria compagna di viaggio e di vita Oriana).

1 - Se siete bassi e scuri come il sottoscritto, facile che vi scambino per messicani o spagnoli. Pur di evitare i commenti su Berlusconi o i paragoni con certi tamarrissimi italoamericani del Jersey (a cui i Soprano fanno un baffo, in quanto a eleganza) non é necessariamente un male.

2 - C'é praticamente un giorno a settimana per ogni museo in cui é possibile entrare gratis, ad esempio il venerdì al Metropolitan. Ma se volete evitare le file, la folla e di andare appresso ai giorni suddetti, esistono diversi pass prenotabili anche on line che offrono notevole risparmio e corsie preferenziali.

3 - A proposito di musei, il Metropolitan é davvero straordinario. Ma armatevi di cartina e pazienza, é davvero dispersivo. Non fatevi intimidire dai cartelli con le cifre in biglietteria: l'ingresso é a offerta libera. Oltre che dai turisti (il MET é l'attrazione piú visitata della città) il museo é animato da molti newyorker in visita solo per un caffé, per leggere, o per scroccare il wi-fi gratuito.

4 - Tutti hanno l'iPhone. Tutti, é incredibile. E negli Apple Store (capolavori dell'architettura e del marketing) c'é quotidianamente la fila per comprare gli iPad. Ma cazzo se ne vale la pena.

5 - Ogni tassista parla una lingua a sè. Generalmente, da quanto ho visto, i neri ti chiamano man, i piú giovani buddy, praticamente nessuno ti chiama sir.

6 - La domenica sera al Mermaid Inn, nel Lower East Side, c'é il Lobsterpalooza. Buonissima Aragosta (in realtà é una specie di astice dell'Atlantico, ovviamente d'allevamento) da mezzo chilo piú condimenti a 20 bucks scarsi.

7 - Sempre a proposito di locali, consiglio almeno un paio di posticini dove bere o mangiare ascoltando buona musica dal vivo. E non parlo di concerti jazz, ma di pianobar. Quando penso ai pianobar in Italia mi vengono in mente sosia sudaticci di Umberto Smaila che cantano in grigi locali circondati da spiacenti single cinquantenni. Nella Grande Mela invece Si assiste a interpretazioni degne di Broadway, visto che camerieri e cantanti sono all'inizio della carriera nel mondo dei musical. Sto parlando dell'Ellen Stardust Diner, proprio sulla Broadway a pochi passi da Times Square, con un look and feeling molto Happy Days (dai vestiti dai camerieri alle decorazioni alle pareti), dove viene servita un'ottima cheesecake mentre graziose cameriere ballano e cantano su una passerella tra i tavoli. E parlo anche di Brandy's, localino molto più intimo e certamente meno turistico nell'Upper East Side, punto di riferimento per la comunità gay della zona, dove é possibile sorseggiare discreti cocktail mentre dal pianoforte un bravissimo giovanotto canta pezzi di Elton John o la barista intona Summertime. O per un dollaro, quello che volete.

8 - Il paradiso per gli amanti delle magliette e dell'urban style é Yellow Rat Bastard, sulla Broadway, tra Grand e Broome Street. É immenso, all'interno di quello che sembra un magazzino non utilizzato, e ha t-shirt per tutti i gusti, da quelle in materiale ecologico a le splendide Junk Food a prezzi stracciati (considerate che in Usa una maglietta JF costa sui 25 $, in Italia si trovano quando a bene a 45-50 €.

9 - Lo zoo di Central Park é proprio quello del film Madagascar, ma a parte i pinguini, che in effetti sono simpatici anche dal vivo, purtroppo mancano i protagonisti del film. Vero anche che lo zoo é piuttosto piccolo, tragedia più per gli animali che per i visitatori. É bellissimo invece passeggiare nel cuore del parco, quando tra gli alberi non si possono persino piú vedere i palazzi. Ed é incredibile che nella metropoli apparentemente piú urbanizzata del mondo ci sia un polmone verde cosí grande e pulsante, cosí amato e custodito. Generalmente, in ogni caso, i newyorchesi sembrano sempre piú attenti alle tematiche ecologiche e per capire quanto amino gli animali da compagnia, basti vedere quanto siano forniti e visitati i negozi appositi. Oppure passeggiare per l'Highline, la vecchia ferrovia sopraelevata riqualificata come passeggiata tra il verde.

10 - Se volete andare in Usa, fatevi una carta di credito. Le debit card (tipo Postepay o Paypal) non vengono accettati ovviamente in alcune occasioni, come negli hotel o per noleggiare auto, ma anche alcuni negozi e ATM creano problemi. Per le carte del circuito Maestro, é uno stillicidio. Considerato che gli americani pagano con la carta anche le spese irrisorie (comprese le inevitabili mance) e che quando favorite le monetine venite guardati come dei pazzi e/o maleducati, meglio adeguarsi.

(la foto qui su l'ho scattata dal traghetto per Brooklyn)

27 settembre 2010

Prove tecniche da una piazza



Ieri è andata molto bene, per quanto ci riguarda. La cerimonia laica al mattino è stata struggente per la performance dei tre attori coinvolti, avvilente per la scarsa presenza, delirante nelle affermazioni della presidentessa del consiglio comunale di Valderice che ha detto che "I consiglieri non ci sono perché non lo sapevano".
I politici sono stati i grandi assenti non desiderati anche alla manifestazione serale. Nessuna fascia tricolore, a quattro passi da Palazzo D'Alì. Evidentemente Rostagno è ancora scomodo. Ma meglio non presentarsi proprio, piuttosto che sgusciare al calare delle luci, come sono abituati a fare i nostri rappresentanti locali in queste occasioni. Qualche consigliere comunale e provinciale si è palesato (evidentemente i "cattivi" degli schieramenti) ma, ripeto, forse è meglio una ragionata assenza che una scomoda presenza.



La sera il traffico ci ha impedito di arrivare alla Piazza Del Pesce alle 19 come previsto, ma entro le otto abbiamo montato un tavolino per la vendita dei fumetti. Abbiamo venduto 70 copie prima dell'inizio della nostra presentazione... tutto quello che avevamo con noi (ne avremmo avute anche di più, ma erano quelle disponibili fresche fresche di tipografia al momento in cui sono state spedite per arrivare in tempo). La presentazione, a detta di molti, è stata vivace e frizzante, una cosa a cui tenevo molto. Grazie alla bravura del moderatore, il giornalista marsalese Giacomo Di Girolamo, abbiamo spaziato dall'attualità alle considerazioni sul caso Rostagno, sul filo dell'emozione. Qui sotto un paio di momenti della serata girati dai ragazzi di Libera, mentre su c'è una foto scattata da Pietro Iacono. Grazie agli organizzatori di Ciao Mauro, ai tanti amici che sono venuti ad abbracciarci e ai trapanesi onesti e veri.



9 settembre 2010

Il nuovo alunno della Scuola Xavier



Avevo dieci anni quando mio padre mi comprò il mio primo numero di Gli Incredibili X-Men. Li avevo già visti da qualche parte... anche se a quell'epoca non c'erano mica i film o i gadget dappertutto, probabilmente mio zio (grande collezionista Marvel) mi mostrato qualcosina, o li avevo beccati sull'Uomo Ragno o i Fantastici Quattro, che leggevo distrattamente.

Da allora, comunque, non ho smesso, ho recuperato il recuperabile, e ora la roba legata ai mutanti occupa buona parte delle mie librerie. Si può dire quindi che con gli X-Men & Co. ci sono cresciuto, continuando nella lettura anche nei momenti peggiori (e ce ne sono stati, cazzo) e ritenendoli tra i miei personaggi preferiti. E usandoli spesso come riferimento quando parlo della maturità intrinseca (e a volte nascosta) dei fumetti popolari americani, con il loro carico di messaggi sull'uguaglianza, la tolleranza, per certi versi anche la militanza.

Figuratevi quindi che emozione quando dalla Panini mi hanno chiamato per chiedermi di sostituire per qualche mese il leggendario Luca Scatasta (inarrivabile editor storico della serie e persona gentile e garbata come poche) alle redini di Gli Incredibili X-Men, X-Men DeLuxe e Wolverine per qualche mese. Una splendida avventura, carica di lavoro e responsabilità, sulle traduzioni e gli editoriali di quelle testate storiche. Voi che leggete dovrete ancora leggere i frutti delle mie fatiche - a partire dagli albi di ottobre - mentre per me questa avventura sta per concludersi con gli albi che sto traducendo in questi giorni. Ma visto che LucaS ha già annunciato il mio arrivo su quelle pagine (su X-Men DeLuxe 185), mi sembrava fosse giunto il momento giusto per condividere con voi questa gioia.

È proprio vero, è il lavoro più bello del mondo :)

29 agosto 2010

L'ultima pagina



Ho appena finito di scrivere l'ultima pagina del volume su Mauro Rostagno che troverete in libreria tra un mese. L'ultima che mi tocca scrivere, per la verità, visto che il secondo epilogo è affidato - nel segno dell'alternanza che abbiamo gestito sin dall'inizio - al mio prode pard Nico. Ma mi piace pensare che abbia a maggior ragione un senso il fatto che abbia scritto, inevitabilmente tra i singhiozzi, del funerale di Mauro, perché mi imprime un senso di "conclusione" a questa avventura (che in verità, prima della stampa non può definirsi conclusa, senza parlare delle presentazioni in giro che stiamo già pianificando). Quando è iniziata poco meno di un anno fa, vivevo a Torino da un anno (la città dove Rostagno è nato), avevo una situazione lavorativa, sentimentale, umorale ben diversa. Oggi sono tornato a Trapani, la mia città, quella a cui Mauro ha dedicato gli ultimi anni di vita e che l'ha amato e ammazzato, e negli ultimi mesi ho ritrovato un equilibrio su tanti fronti. La costante della presenza di questo libro continuamente in crescita con le sue 120 tavole mi ha accompagnato, confortato e forse anche indirizzato, specie nella decisione di tornare in Sicilia, per provare a fare la mia parte ancora una volta più attivamente. Anche con questo libro.

PS: Il disegno qui su è come al solito di Giuseppe Lo Bocchiaro, che ha dato l'idea di dedicare oggi questa immagine a Libero Grassi.

12 aprile 2010

Cartoline dal Benelux





Grazie ai ragazzi di Silvester e di Pinceel, a Silvio Van der Loo, Ann Jossart, Frederik Van Wonterghem e Felice Miluzzi e tutti gli altri per la bellissima esperienza.

6 aprile 2010

Panini



Da bambino ho imparato a leggere con i Fantastici Quattro. Giuro, con gli albi Fantastici Quattro Gigante della Corno che trovavo nelle buste a sorpresa. C'era quella prima pagina con il colophon con le facce dei personaggi, e provavo a indovinare come si chiamassero. Poi, dopo qualche anno tra il Corrierino e Topolino, sono tornato ai supereroi, giusto in tempo per vedere il passaggio tra Star Comics e Marvel Italia/Panini. E in mezzo centinaia e centinaia (anzi, direi migliaia) di letture. E i gadget di X-Force #0, e i posterini di Marvel Mania, e la fanzine per la quale ho intervistato Giuseppe Guidi (da una cabina del telefono, sotto la pioggia), e l'amore per la Ken Parker Collection, la scoperta di quel gioiello che era ed è Rat-Man, e quella Lucca Comics dove ho conosciuto MML, Stefano Munarini e Cris Grassi. E adesso, prendo il contratto su carta intestata Panini Comics, metto il mio nome in fondo, e gongolo per essere diventato ufficialmente un editor di quella casa editrice.

Qualche chiarimento per gli amici (e perché no, per i nemici all'ascolto). Continuerò a sceneggiare, a costo di fare le ore piccole (ma tanto, lo faccio già...). Ho tanta roba in arrivo, già pronta o in lavorazione, e quest'anno sarà decisivo su quel fronte. Continuerò anche a lavorare con Edizioni BD, almeno finché MarcoS e Andrea mi sopporteranno :), in particolare sui cari vecchi Invincible e Savage Dragon e sulla roba Avatar Press, a cui tengo molto. Al momento il mio impegno con Panini riguarda dei bei volumozzi francesi e una collana a misura di nerd (quindi adattissima al sottoscritto), ossia For Fans Only, e in mezzo qualche chicca qua e là, traduzioni comprese. Spero anche di riuscire a infilare in mezzo a tutti sti giornalini qualcos'altro di più "impegnato", ma è presto per parlarne. Stiamo a vedere... intanto ho di che bullarmi :)

29 marzo 2010

A proposito di parole



Aspe', sta già finendo marzo? E i miei buoni propositi di aggiornare il blog? Cosa posso dire... sono stato fagocitato da cose più importanti dello specchio del mio ego (che sarebbe questo blog, sì).

A proposito di parole tradotte. Sull'ultimo Mega o Anteprima sono presenti OTTO volumi su cui ho lavorato come traduttore o supervisore. Mentre li contavo io stesso non ci credevo. Tra questi posso citarvi senz'altro Black Summer e Anna Mercury di Warren Ellis, frutto dell'accordo BD/Avatar, e i consueti Invincible e Savage Dragon. E altri quattro bei tomi di cui non posso parlare ancora. Giusto per farvi capire cosa mi sta tenendo impegnato (tra le altre cose) in queste settimane e perché non sono così presente come prima su queste colonne virtuali.

A proposito di parole inventate. Ho appena finito di scrivere metà di una breve sceneggiatura per il solito Lelio, per una storia che farà parte della mostra collettiva Futuro Anteriore ospite anche quest'anno al Napoli Comicon. E così, per il terzo anno di fila (dopo le tavole di Resistenze e quelle di Peppino) c'è una mostra con roba mia e di Lelio al Comicon :) Bolle parecchio altro in pentola ma aspettiamo ancora un po'...

A proposito di parole nelle enciclopedie. Sono su Wikipedia. Giuro che non mi sono fatto io la scheda (ma perché, è così facile?). Eh sì, ci stanno porcieccani oramai, su wiki.

A proposito di parole a sproposito. Non ho avuto il tempo e - non è poco - la voglia di discutere di una vicenda che riguarda anche me ed è la periodica polemica/caso/denuncia del momento del radioso mondo del fumetto. Chi mi conosce bene sa che sono coinvolto anche io, e che sono incazzato. Chi mi conosce ancora meglio sa che sono convinto che queste cose non possono essere risolte nei forum, e che certi approcci creano ancora più danni, specie se partono in maniera incontrollata. Si rischia (come è accaduto) che qualcuno parli a sproposito o abbia un'uscita infelice, invalidando tutte le argomentazioni delle parti lese. E su vicende di lavoro e spesso anche personali arrivano a mettere bocca persone che sono molto poco informate sui fatti arrivando a effetti paradossali (come quelli che, mentre si discute del problema dei pagamenti mancati ai traduttori, praticamente si propongono come stagisti-traduttori a costo zero...). Meglio lasciare queste cose a sedi più opportune. Io in ogni caso non mi pronuncerò oltre, a meno che non ci vediamo al bar e io abbia voglia di parlarvene. Sia per rispetto verso i miei attuali datori di lavoro, sia verso chi è rimasto tra i miei ex datori di lavoro verso cui nutro stima. Credo sia una posizione legittima tanto quanto quella di chi decide di denunciare pubblicamente. Grazie per l'interessamento agli amici che via mail o facebook mi hanno chiesto un parere sulla cosa, ma questo è quanto mi sento di dire.

UPDATE: Come era prevedibile, qualcuno strumentalizza quanto sopra. Vorrei solo dire - nel caso il mio italiano non fosse chiaro o che vi facciate sviare da certe interpretazioni - che parlarne come ho fatto non significa volere spegnere i riflettori, ma: 1) si riferisce a una mia posizione personale, dovuta ahimé a una certa esperienza in vicende simili... sono certo che la cosa non si esaurirà facilmente e certamente non perché io non ho voglia di parlarne; 2) mi sembra che già il semplice parlarne faccia tutt'altro, evidentemente, che spegnere i riflettori sul caso. Quanto ai bar, alcuni sappiate che li evito per la brutta compagnia.

3 marzo 2010

Elio aveva capito tutto


Se il periodo di merda non accenna a passare, almeno il lavoro mi da qualche soddisfazione, che rivelerò presto. Sono reduce da un'ottima edizione di Mantova Comics (nonostante l'assenza forzata dell'ospitone internazionale) con alcune delle conferenze più vivaci e interessanti a cui ho avuto l'onore di partecipare. Faccio una capatina nel mondo reale, da cui sono stato lontano perché in altre faccende indaffarato e da altri pensieri impensierito, e trovo la gente si stupisce e si scandalizza per due cose in particolare:

- Un tizio presenta delle liste in ritardo (dice lui) perchè era andato a mangiare un panino. O perché le squadracce radicali gli hanno impedito di votare (??!!) o perché Berlusconi non era contento del risultato fino all'ultimo (gira anche sta voce). E a destra si lamentano dell'esistenza di regolamenti e leggi su queste fasi delle competizioni elettorali. Cioè, si lamentano dell'esistenza dei giudici, delle leggi e dei reati in generale per cose ancora più gravi che le formalità burocratiche, dov'è la novità?

- In Senato si applaude a una persona che si sospetta legata alla Camorra perché andrà in galera. "Con onore", dice Gasparri. Da personalità che si applaudono a vicenda conoscendo con certezza l'uno dell'altro le magagne, e che chiama Mangano eroe, perché stupirsi?

Me ne torno a lavorare va', che se sapeste su cosa sto lavorando, cari amici nerd...

9 febbraio 2010

Brindiamo!



Il perché non posso ancora dirlo, purtroppo. Però in due settimane ho avuto due conferme professionali che attendevo da tempo e in cui speravo tanto. Intanto si brinda, poi piano piano, smaltita la sbronza, vi dirò perché...

24 dicembre 2009

Il Babbo Natale della Pepsi

In puro spirito natalizio non vuole rompervi le scatole, quindi non vi taggerò in nessuna foto, non vi manderà email a catena o messaggi privati, non vi scriverà sms sconci su come si dilettano befane e renne da mandare ad altre 10 persone, né vi manderà "regali" via facebook. Però vi auguro buone feste (laiche o no, come volete) e buoni appanzamenti insieme al Babbo Natale della Pepsi (now available in no-logo version).


8 dicembre 2009

Il duro lavoro della comparsa in un fumetto Marvel



Forse non lo sapete, ma anche io faccio parte degli oltre 5000 personaggi di proprietà della Marvel (anzi, della Disney). Il buon Roberto Di Salvo, che mi vuole bene quasi quanto ne voglio io a lui, mi ha coinvolto come comparsa sulle pagine di alcuni fumetti che sta disegnando per la Casa delle Idee. Purtroppo anche il lavoro di comparsa sui fumetti è un mestiere precario, che deve fare i conti con le bizzarre leggi dell'editoria e le generali incertezze del mondo del lavoro. Per questo su Skrull Kill Krew #4 la scena dove io e Stefania ci riveliamo essere degli alieni mutaforma e veniamo massacrati da Ryder è stata tagliata. Non so se apparirà negli extra del Tp, ma è probabile.

Robi ha dunque riprovato a raccomandarmi come comparsa su Sinister Spider-man (sul #4), la miniserie che ha disegnato a quattro mani niente poco di meno che con Chris Bachalo. Purtroppo il colorista/make up artist mi ha immaginato come un portoricano, e essendo lontano dalle telecamere è ancora più difficile riconoscermi.



Non so se torneranno a scritturarmi o se questo post può avervi dato fastidio vista l'alta carica di egocentricità che contiene, ma almeno avete avuto l'occasione di ammirare un po' di bei disegni, no?


1 dicembre 2009

State allegri, c'è Gianni!


Un luogo comune vuole che nel magico mondo del fumetto ci si voglia tutti bene, si spendano volentieri parole d'amore e stima verso i colleghi, ci si scambi favori come in Transatlantico. Altro estremo luogo comune è che sia tutto invece spinto da cattiverie, concorrenze spietate, invidie, gomblotti. La verità è che come in tutti i mondi relativamente ristretti, dove è facile conoscersi, incrociarsi, e quindi amarsi/stimarsi/odiarsi, c'è un buon numero di gente con cui è naturale andare d'accordo, altri che è facile malsopportare (in effetti odiare è una parola grossa) e buona parte che riesce a starti indifferente come un bicchiere d'acqua in un Irish Pub.

E poi, ci sono quelle persone che si muovono ai margini del fumetto, che si tengono (per scelta, carattere, opportunità, indole) lontani da piazze vere e virtuali e occasioni fintamente mondane, e che forse proprio per questo difficilmente riescono a malsopportare e farsi malsopportare. Gente che da anni (o decenni!) lavora nel settore sempre al massimo della professionalità. Gente che, prima di tutto, è brava gente: il più delle volte perché modesta, seria e gentile.

Sì, è una sviolinata. E allora? Sarà che appartengo al primo luogo comune.
Giusto per essere precisi, è una sviolinata nei confronti di Gianni Allegra: perché sin da quand'ero un fanzinaro di belle speranze, Gianni è sempre stato modesto e disponibile, sempre pronto a dare consigli, dritte e ispirazioni, e so per certo che è stato così per tanti fumettisti e vignettisti siciliani. E poi, è uno dei più sagaci commentatori politici siciliani...

Benvenuto nel mondo dei blog, Gianni.

PS: A proposito di brava gente, grazie al compare Claudio per il ritrattissimo che ho prontamente adoperato nella colonna a destra :D

17 novembre 2009

"Do you still love rock and roll?"



Chi (con una pazienza che posso solo ammirare) segue questo blog da un po', è stato martellato nel corso degli anni da video e testi di canzoni di una poco nota band di Chicago. Gruppo guidato da Jeff Tweedy (autentico genio musicale maledetto dei nostri tempi) che ho scoperto direttamente live in quel di Palermo ormai 4 anni fa... i Wilco.
Finalmente, sabato scorso ho avuto occasione di rivederli dal vivo, in una delle due tappe italiane, nell'impeccabile acustica dell'auditorium del conservatorio di Milano. Inutile dire quanto è stata emozionante, coinvolgente, musicalmente ineccepibile, l'esibizione di quei geni folli, che per due ore e 25 minuti hanno spinto la gente ad alzarsi dalle sedie, battere le mani, farsi trascinare dalle distorsioni elettriche e dagli assoli di chitarra disturbanti marchio di fabbrica del country/rock/elettronico dei Wilco. Roba non per tutte le orecchie, me ne rendo conto, ma che senz'altro non può lasciare indifferenti, così come la delicatezza o la rabbia che scaturiscono dai testi (sempre specchio della vita della band e di Jeff in particolare). Dario (come sempre) ottimo compagno per la serata insieme a Stefania, ha scritto una bella recensione della serata, vi invito a leggerla e vi riporto la scaletta che, come da nostra tradizione concertistica, abbiamo scritto mano a mano che riconoscevamo i pezzi (cosa che rende il tutto ancora più divertente).

1. Ashes Of American Flags
2. Remember The Mountain Bed
3. Company In My Back
4. Bull Black Nova
5. You Are My Face
6. I Am Trying To Break Your Heart
7. One Wing
8. A Shot In The Arm
9. Side With The Seeds
10. Deeper Down
11. Misunderstood
12. Impossible Germany
13. Via Chicago
14. California Stars
15. Handshake Drugs
16. Sonny Feeling
17. Jesus, Etc.
18. Hate It Here
19. I'm The Man Who Loves You
20. Hummingbird //
21. The Late Greats
22. Heavy Metal Drummer
23. Poor Places
24. Reservations
25. Spiders (Kidsmoke) //
26. I'm A Wheel

2 novembre 2009

Post Lucca



Ogni Lucca faccio una lista mentale di buone intenzioni/cose da fare che cerco di disattendere il meno possibile. Quest'anno non è stato facile, visto il tanto tempo trascorso allo stand (bella esperienza nonostante la schiena a pezzi!), ma devo dire che il bilancio è positivo come rare volte in passato.

- Passare un po' di tempo con vecchi amici e nuovi colleghi (ma ahimé solo alla sera)
- Farmi fare uno sketch di Hal da Ethan Van Sciver
- Farmi fare uno sketch di Yorick da Goran
- Comprare un bel po' di fumetti, tra cui Comic Show, Interni #2, A come Ignoranza #4 e War Stories di Ennis
- Mostrare a Luca le tavole di Lelio per il nuovo progetto
- Fare tante foto
- Esaurire tutte le copie di Peppino allo stand Beccogiallo
- Parlare di un paio di progetti con un amico
- Raccontare a Eddie Campbell di quanto mi sono spaventato leggendo From Hell
- Evitare di beccarmi il solito mal di gola post Lucca... :(

26 ottobre 2009

L'evoluzione del nerd

"L'evoluzione della specie", leit motiv della Lucca Comics di quest'anno, per quanto mi riguarda mi vedrà fare la persona seria allo stand di Edizioni BD (E42, Piazza Napoleone) invece che girare come una trottola tra gli stand per un motivo o per l'altro. Mi troverete lì a vendere libri e a tentare di convincere i lettori di manga che i comics sono più fighi, con ogni mezzo possibile. Ai lettori di buon gusto che passano a trovarmi intanto consiglio in particolare questo, questo e questo. E anche questo, gioia per gli occhi di qualsiasi Marvel fan, dove ho contribuito alle traduzioni (ma che trovate allo stand Panini, ovviamente).

Ovviamente farò un salto di tanto in tanto allo stand Beccogiallo (E17, Piazza Napoleone) e oltre che a Peppino Impastato - un giullare contro la mafia, uscito a maggio ma so ancora ricercato da molti, di mio potrete trovare un piccolo contributo sull'antologia NuoviMondi sempre in coppia con Lelio, di cui vi ho già parlato.

Salgo già domani, e adesso torno alla playlist del viaggio (al momento: Kiss, Creedence, Lynyrd, Skynyrd Led Zeppelin, The Who, AC/DC e Queen...). Ci vediamo là.

28 settembre 2009

Three is a crowd



E sono tre, ho vinto anche il Premio Boscarato come migliore sceneggiatore. Ebbene sì. E giuro che non me lo sarei mai aspettato. La vita è strana, le giurie sono strane, e io, che strano volendo posso esserlo, incasso, ringrazio e mi compiaccio. In particolare perché questo premio "tecnico" - sarei ipocrita a non ammetterlo - credo premi anche e soprattutto (appunto) la realizzazione in sé piuttosto che il messaggio. Dopo due riconoscimenti per certi versi "extra-fumettistici" che, evidentemente, hanno voluto premiare l'opera nel complesso come veicolo di un messaggio sublime, ricevere premi di questo tipo non può che fare piacere e invitarmi a fare sempre di più e di meglio.

Credo sia comunque importante ricordare, a conti fatti, che abbiamo avuto tre occasioni in una settimana per parlare e fare parlare di Peppino e dei suoi ideali e valori, magari in posti dove non se ne sarebbe parlato, e in un periodo dove si tenta ancora una volta di attentare alla sua memoria. E tutto questo è semplicemente bellissimo.

Per la cronaca: a Treviso non c'ero, il premio è stato ritirato dal buon Federico Zaghis, che in coppia con Guido Ostanel, dirige Beccogiallo. Credo sia giusto citare anche loro dopo che io e il bel Bonaccorso ci siamo tenuti finora tutto il merito! :D

Grazie quindi ai numerosi giurati e a chi mi sta contattando in queste ore per complimentarsi. E sì, grazie anche a chi mi sta maledicendo in silenzio: come amano esplicitare i camionisti più navigati con i loro leggendari adesivi "la tua invidia è la mia forza" :P

Nb: in attesa delle foto del premio, accontentatevi di un'immagine sul concetto espresso dal titolo.

27 settembre 2009

Premio Forte dei Marmi



Quando mi hanno comunicato di avere vinto (con Lelio, ovviamente) il Premio di Forte dei Marmi sono rimasto un po' stranito: conoscevo di fama il Premio della Satira di Forte dei Marmi e mi chiedevo perché fosse in gara Peppino Impastato - un giullare contro la mafia e in quale categoria. Sfogliando l'Albo d'oro, poi, ho cominciato a sentirmi piccolo piccolo... solo negli ultimi anni il Premio è stato consegnato a gente del calibro di Marco Travaglio, Michele Santoro, Vauro, Stefano Disegni... e andando indietro nel tempo ci si trova Sciascia, Camilleri, Dario Fo, Indro Montanelli...

Quest'anno è stata istituita la prima volta la categoria graphic novel (parolaccia su cui sapete come la penso). Siamo stati invitati dall'impeccabile organizzazione (veramente!) e abbiamo vinto, secondo una giuria prestigiosissima, con la motivazione che segue:

Si chiamava "Onda Pazza", andava in onda su Radio Aut alla fine degli anni Settanta, ed era una trasmissione "satirica, fantapolitica e schizofrenica". Rompeva letteralmente le scatole al potere colluso con la mafia e soprattutto ai boss di Cinisi. Quella satira costò la vita a Peppino Impastato. Premiamo oggi Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso - splendidi autori del graphic novel «Un giullare contro la mafia» - con la mente e il cuore al ragazzo dei "Cento passi" che aveva scelto la satira e l'ironia per prendere le distanze da un mondo che gli stava stretto.

Abbiamo ritirato il premio a nome di Peppino, inutile dirlo. Ci siamo permessi di veicolare il suo messaggio con poche pagine che riassumono una vita intensa e ideali universali, e il premio della Satira, ovviamente spetta a lui. Sono certo, e lo ammetto con candore, che evidentemente il destinatario ideale e ultimo del premio sia Peppino, e non possiamo che essere onorati di esserci trovati lì - permettetemi di dire - in sua vece, con le gambe che tremavano e la voce spezzata, il giorno dell'anniversario della morte di Mauro, il giorno in cui a Roma in tanti agitavano un'agenda rossa, il giorno in cui a Ponteranica Giovanni ricordava la grandezza, l'universalità e la potenza del messaggio del fratello anche davanti a chi ancora oggi non vuole riconoscerla.

Perché le idee non si possono sradicare.

14 agosto 2009

Empeducle, Acchimede...

Sono in vacanza. Cioè mi godo il sole, il mare, il cibo e il traffico della mia terra.

8 giugno 2009

Sarà per la crisi



(cartello avvistato nel negozio di un restauratore a Sarzana, dove ho passato una splendida giornata da Comic House per il BDDay)