20 gennaio 2006

Grande Fratello, piccolo cervello.

Se ieri ho visto il Grande Fratello, più che per dare una soddisfazione al buon Claudio, è stato per verificare se era vera la voce che una nota fumettista fosse tra i partecipanti. Ho trattenuto il vomito fino alle 11 e qualcosa, poi non ho retto e mi sono letto Ken Parker.
Come la penso sui reality si sa. Sono due, essenzialmente, i motivi per cui detesto i reality-show:
1- fomentano il voyerismo e il sadismo, caratteristiche tipiche dell'italiano medio da cui dovremmo prima o poi distaccarci.
2- appiattiscono la mente delle persone, creando "cose di cui parlare al bar" che monopolizzano qualsiasi discussione, anche fuori dal bar, sostituendosi ad argomenti meno stupidi.
E' un discorso un po' spocchioso, me ne rendo conto, e va contro la filosofia comune "ma se a piace a tanta gente, perchè privarli?". E' giusto, in realtà, che vi siano Grandi Fratelli e simili per alleggerire la mente di chi non si diverte con un buon film o un bel libro, ma il fenomeno multimediatico GF allunga le sue spire anche nella mente di chi non vuole appoggiarlo, costringendolo a parlarne o a prendere posizioni... come sto facendo io adesso.
Senza contare che la generazione di epigoni e "evoluzioni", dove gli ospiti vengono spalati di merda e buttati sui carboni ardenti, o dove si recuperano personaggi ex-famosi che hanno già fatto il loro tempo (e ci vengono reimposti nonostante la selezione naturale), hanno portato il capostipite GF ad adeguarsi aumentando la dose di sadismo (l'ingresso a sorpresa, la catapecchia) e di spettacolarizzazione. Non c'è nemmeno il gusto del trash, perchè quanto viene mostrato non è genuinamente, autenticamente, spontaneamente brutto: è un kitch costruito e quindi non attraente.
Il Grande Fratello rappresenta la degenerazione della Tv e di conseguenza della società: i belli e stupidi che diventano protagonisti, il cast calibrato per essere politicamente corretto a tutti i costi, il rendere scanzonate le tragedie personali, il riciclaggio dei personaggi una volta terminato il programma che conferma come la TV ormai fa protagonista se stessa, in un vortice di stupida autoreferenzialità che toglie spazio a cose più meritevoli e ci rincoglionisce tutti.

5 commenti:

trapani per noi ha detto...

Io ti propongo di leggere il Grande Bordello, magari è più istruttivo su http://trapanipernoi.blogspot.com/

fracartina ha detto...

ma alla fine la nota fumettista c'era?
io ho retto solo fino alle 10
poi colite tutta la notte
:$
bye

Marco Rizzo ha detto...

Caro trapani per noi,
condivido le tue preoccupazioni per la nostra città (sebbene non condivida l'amore incondizionato: TP è vittima di se stessa, e per cio' non merita amore)...ma questo commento è totalmente fuori dalla netiquette ;)

Ehi fra', la tizia non c'era.. :(

Massimo Vultaggio ha detto...

Matri, chi palli beddo ... mi fai macari impressione ...

Marco Rizzo ha detto...

Ho trovato una riflessione di Pasolini (del '75) senza tempo: "La televisione è il momento qualunquistico della nuova ideologia edonistica del consumo".

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