2 luglio 2008

Catwoman non sa l'italiano


E fin qua va bene. Anzi, come dice in Catwoman: When in Rome, il suo italiano "starts with Gucci and ends with Prada". Ma che nel volume di Jeph Loeb e Tim Sale (che ho avuto finalmente occasione di leggere) gli italiani non sappiano parlare italiano fa storcere il naso. C'è qualcosa che non va, infatti, se uno sceneggiatore di grande professionalità e fama come Loeb non riesce a far parlare i personaggi che dovrebbero parlare italiano come degli imbecilli. E attenzione, vi assicuro che non è una scelta di sceneggiatura. Piuttosto, fa capire che Loeb, autore di piccole gemme come Daredevil: Yellow e Batman: Long Halloween si è affidato a Babelfish o Google translator. E questa cosa sinceramente mi risulta difficile da accettare, sia come scrittore di fumetti sia come appassionato, che si dedica alla lettura in originale (o alla visione, nel caso dei telefilm e film) proprio per raccogliere queste sfumature e non perdere il gusto di sentire Tony Soprano dire gumpah.

Ma eccovi qualche chicca, giusto per farvi capire di cosa stiamo parlando e per dimostrarvi che la costruzione delle frasi e la traduzione letterale, fanno sospettare l'uso di un traduttore automatico. Una cosa che, in una sceneggiatura di un fumetto ambientato a Roma, può essere facilmente evitata con una telefonata a un italoamericano o un italiano in forza alla DC Comics (e ce ne sono).

- Non sto ottenendo pagato abbastanza spararlo fuori con il blonde!

- Persino sappiamo che funziona?
- No. Dovreste fare attenzione, Guillermo (sì, alla spagnola, anche se è italiano... Ndr)
- Vi non ho detto mai di denominarlo quello ancora.
- È don Verinni ora.

- Dovresti mangiare.
- Non sono affamato.
- Ce (sì, scritto così, Ndr) qualcosa di male. Qualcosa nella notte.
- Sì. La luna è piena. Rende ognuno pazzesco.
[spari]
- Riduca, Don Verinni! (credo venga da 'lower', Ndr)

E ce ne sono ancora...
È un peccato, perché nonostante i miei sforzi, un certo fastidio era inevitabile, ma la storia, pur non essendo un capolavoro e mostrando qualche banalità e qualche scena prevedibile si fa leggere. Non è certo il Loeb di Ultimate Power, ma manco quello di Long Halloween.
Quantomeno i disegni di Tim Sale sono più eleganti e pittorici che mai, grazie anche al fantastico supporto di Dave Stewart ai colori (lo stesso che colora Mignola e Cooke).
In Italia la mini non è mai stata pubblicata, e non mi pare che la Planeta l'abbia mai annunciata, nonostante faccia da ponte tra Long Halloween e Batman: Dark Victory, appena ristampati. Però vi posso suggerire il volumone con buona parte del ciclo di Brubaker appena uscito, con disegni di gente del calibro dello stesso Darwyn Cooke, Mike Allred e Eric Shanower.

8 commenti:

Lelio Bonaccorso ha detto...

Beh almeno io se devo scrivere una lettera in inglese, a scanso di figuracce, mi rivolgo agli amici k lo parlano bene!;)
cmq compare, è uscito Tolleranza Zero-da Gigi si trova,anche s ancora n l'h visot di persona.
Cmq per finire, ti ricordo un episodio divertente in fatto di lingue,un nostro amico a cui durante un colloquio di lavoro,hanno chiesto "How are you?" e lui rispose "Thanks!"..mamma mia ero piegato:)
sicuro lui dell'errore di Loeb non se ne sarebbe reso conto!

Willy ha detto...

Ricordo anch'io la sensazione fastidiosa leggendo il tp. Difficilissimo per un lettore italiano immedesimarsi nell'atmosfera. Uno scivolone 'all'americana' (a memoria fa la coppia con il giapponese improbabile dei new avengers di Bendis... ma quello passa più inosservato ^__^).
Tim Sale per fortuna è sempre una garanzia e porta cmq a casa il risultato.
D'accordissimo sul volume di Catwoman che è invece una gioia sia per gli occhi che per le orecchie.
Orvuàr and thanks XD

Marco Rizzo ha detto...

@lelio
ue' comparuzzo, le copie le aspettiamo credo da Sergio, io intanto in fumetteria l'ho vista e mi spiace che le tue tavole siano venute un po' più scure del dovuto! :(

Thanks per essere passato :P

@Willy
In effetti avevo dimenticato anche certe banalità e cose ridicole sia riguardo la trama principale (un anello, che si trova giusto giusto in Vaticano, permette a chiunque lo indossi di essere riconosciuto capo della Mafia... di tutta la mafia d'Italia... eh???) che riguardo certi cliché italiani facilmente evitabili...

tenks tu iu tu! :P

Matta ha detto...

ma guarda un po'...ne parlavamo proprio l'altra sera.
con questo post mi hai convinto che proprio non vale la pena di recuperarla...

Marco Rizzo ha detto...

Sì, manlio, in effetti mi hai ricordato che da qualche tempo avrei voluto scrivere questo post...

cmq se ti piace sale un pensierino fallo, perchè è veramente in ottima forma.

Alessio Danesi G.N.A.P.P.A.Lab ha detto...

A proposito di strafalcioni della DC/vertigo mi ricordo a memoria un giornale su Codename Knockout che recitava più o meno così:
Anarkisto scappato al largo che mi fa ancora scompisciare!

Il Glifo ha detto...

Caro Marco,
io parto del presupposto che niente di Tim Sale dovrebbe restare inedito in Italia.
Detto ciò la "storia" non è eccezionale ma si è pubblicato di molto peggio in giro in ambito supereroistico.
Poi io a questa storia sono particolarmente affezionato....
http://www.comicartfans.com/GalleryPiece.asp?Piece=173658&GSub=27660

Un abbraccio
Il glifo

Marco Rizzo ha detto...

hihi scappato al largo....

glifo... you're a lucky bastard!!! :P

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