21 dicembre 2009

Fini prima di Fini



Non mi fa solo specie, anzi mi fa proprio schifo che si debba guardare a Gianfranco Fini come salvatore della patria di sinistra. Sia perché indica che all'opposizione non c'è il coraggio, o addirittura la voglia, di dire più o meno pubblicamente certe cose (quantomeno banali, spesso), e dovrebbe essere imbarazzante per i leader a sinistra che loro stessi debbano guardare a uno dei leader della maggioranza per sottolineare la forza di certe ovvietà. E sia perchè Fini... be', lo conosciamo, nel bene e nel male. Il presidente della Camera è un uomo intelligente e un ottimo oratore, che a differenza di Berlusconi ha costruito un percorso politico basandosi su valori e persino maturazione degli stessi (e non su interessi da popolino e processi da evitare). Però, come ci ricorda una semplice ricerca su Google, è quello che fino a pochi anni fa parlava così:

"Il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni" (18 novembre 2007)

"Il Cavaliere ha distrutto la Cdl, e ora dovremmo bussare alka sua porta con il cappello in mano e la cenere in testa? Non siamo postulanti. Io tornare all'ovile? Sono il presidente di An, non una pecora" (16 dicembre 2007)

Per poi dire:

"Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo della libertà, un'unica voce in Parlamento. E' una pagina storica della politica italiana: il 13 aprile nascerà un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alle sinistre. Mi auguro che gli amici dell'Udc vogliano scrivere questa importante pagina assieme a noi" (8 febbraio 2008)

Il resto è storia...

4 commenti:

Lobo ha detto...

Caro Marco sei preciso e circostanziato come sempre. Ma se per caso andassi ancora più indietro troveresti dichiarazioni del suddetto presidente di AN che promuovono e giustificano la legge Bossi-Fini (oggi invece si permette di fare il simpaticone con i bambini immigrati di seconda generazione), o affermazioni aberranti sui professori omosessuali e la loro non adeguatezza a insegnare. Che dire? Non so chi possa avere il coraggio di ascoltare cosa ha da dire il poco coerente ex delfino di Almirante

Marco Rizzo ha detto...

bravissimo.

Andrea Antonazzo ha detto...

Dopotutto solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione, no? :)

Mi pare ovvio che Fini stia cercando di capitalizzare al meglio la situazione. Se Berlusconi dovesse cadere e si andasse al voto, chi più di lui avrebbe ottime possibilità di divenire il nuovo presidente del consiglio?

marco ha detto...

Ogni volta che Berlusca vacilla, pesca un jolly inaspettato: oggi tartaglia, all'epoca mastella...

Le elezioni anticipate, la caduta di prodi spinto anche da quel venticello anti-casta che poi si scoprì azionato dai ventilatori di regime, ora spenti, hanno obbligato Fini a guardarsi attorno per capire chi è che aveva i soldi per pagare manifesti e spot tv e poltrone.

E in Italia i soldi, quelli veri, ce li ha uno solo...

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