2 gennaio 2007

Daniel Clowes, not Boring at all

Incollo qui la mia recensione del volume dedicato all'immenso Daniel Clowes allegato a repubblica sabato scorso. Il pezzo sarà on line su ComicUs.it nei prossimi giorni, io non posso far altro che consigliarvi il volume.



David Boring e altre storie (Gruppo Editoriale L'Espresso, 208 pagg. a colori, € 9,90) testi e disegni di Daniel Clowes

Daniel Clowes, per niente poco di meno che Chris Ware “senza dubbio il miglior fumettista d'America” è il protagonista della penultima uscita della meritoria collana Graphic Novel edita da Repubblica in collaborazione con Coconino. Nel volume è raccolto il romanzo a fumetti David Boring insieme ad una serie di amari e spesso cinici racconti brevi tratti dalla rivista Eightball (dove l'autore da anni porta avanti grazie a Fantagraphics i suoi ragionamenti sul fumetto) e una da Esquire. Tra queste Art School Confidential, che ha portato l'autore di Ghost World nuovamente sugli schermi cinematografici. In apertura, l'ormai consueto apparato redazionale e di approfondimento, incentrato sopratutto su David Boring.

In un mondo prossimo ad una apocalisse annunciata, ma vissuta quasi distrattamente dal protagonista, David Boring si muove con freddezza e rigidità, alla ricerca della donna dei suoi sogni. Boring è anche alla ricerca del suo passato (il padre scomparso, mediocre autore di fumetti) e per certi versi anche in fuga da esso (la madre, ossessiva e bacchettona), quest che lo impegna ben più, paradossalmente, dell'indagare sul suo tentato omicidio. Il giovane, che si atteggia ad adulto e che nell'amore per donne più grandi di lui cerca la maturità, è protagonista di piccoli episodi carichi di tensione e lirismo, come di situazioni di perversione, acuite dal tratto sintetico, rigido e freddo di Clowes, debitore degli illustratori degli anni '50 e di maestri del fumetto indipendente come Burns e Allred. Dei tre atti, quello centrale è il più inquietante: forse il sogno del protagonista, surrealmente colpito da una pallottola in piena fronte, ma fondamentale per conoscere le psicologie di chi lo circonda e spinta verso il ritorno alla realtà del terzo capitolo. L'epilogo da un senso di dolcezza, fa sentire sollevati: persone come David Boring sono variabili impazzite in un contesto realistico e tra la folla: meglio una tranquilla solitudine, un po' paranoica e irreale.

Straordinario come Clowes gestisca il linguaggio del fumetto e gli ingranaggi della storia, impeccabile nel suo alternarsi di silenzi e didascalie, come l'uso di vignette totalmente nere e di movimenti sospesi (pallottole, frisbee, corpi), come dei singoli frame che congelano il movimento e aumentano il senso di spaesante rigidità.

3 commenti:

MucoMarx ha detto...

"Tensione e lirismo": esattamente quello che comunicano gli occhi lattiginosi e i gesti trattenuti di David. Clowes sa davvero come dirigere i suoi attori!

Cinicus ha detto...

Seguo CLowes dai tempi di Ghost World, e ogni sua storia è una gioia per gli occhi e per la mente...

Marco Rizzo ha detto...

Clowes è un grande!

E la Coconino ha annunciato da poco Ice Haven!! :)

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